Lily Allen (figa sfigata)

Lei è una figlia d’arte, dicono. Il babbo si chiama Keith ‘Fat Les’ Allen e negli ambienti british pare sia piuttosto conosciuto (io non l’avevo mai sentito nominare). E’ un po’ pazza, probabilmente drogata più del Jimmy Henrix che fu, ed è famosa non tanto per essere stata in vetta alle classifiche inglesi due settimane filate con il suo secondo singolo (Smile), ma per aver risposto “Cocaina!” ad un giornalista che le chiedeva come avrebbe festeggiato il suo successo nelle classifiche inglesi.

Ha un’aria trasandata, ma piuttosto ricercata e raffinata nel portare sempre l’ombretto in tinta con i suoi abiti. Scrive canzoni sia giulive , sia malinconiche nelle quali lei è nel 90% dei casi una sfigata piantata in asso da uomini cinici ed insensibili. Forse il suo successo sta proprio nel sapersi rivendere come figa sfigata (*), un personaggio bello, da ammirare, ma lasciando spazio all’immedesimazione.

Io personalmente adoro il suo accento londinese e vi faccio ascoltare LDN (il suo primo singolo in Inghilterra che qui in Italia invece è stato fatto uscire come secondo singolo).

[audio:LDN.mp3]


(*) L’ossimoro “figa sfigata” mi spinge a riflettere sull’etimologia della parola “sfiga”. Non ci avevo mai fatto caso, eppure questo termine comunemente usato, con più frequenza al nord, come sinonimo di sfortunata, è formato da una “s” privativa (fortunata-sfortunata) unita alla parola figa. Come dire che la sfortunata, sia la mancanza di figa, o qualcosa del genere.

Perdonate la digressione, a volte non riesco a far a meno di pensare a queste cose

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