Autografi

Avevo già detto qualcosa sui numerosi scoperi che hanno visto l’intera categoria dei giornalisti posare la piuma ed incrociare le braccia. Mentre uno sciopero dei controllori di volo può causare enormi disagi, uno sciopero dei giornalisti passa piuttosto inosservato e nuoce solamente ai loro editori che vedono ridursi il loro flusso di ricavi. D’altronde il mancato rinnovo dei contratti da parte degli editori, a dispetto dei numerosi scioperi che vanno avanti da molto tempo, è il segno di una posizione negoziale, quella dei giornalisti, sempre più precaria, minacciata da una serie di fonti di informazione alternative ed equamente affidabili e tempestive.

Oggi al contrario del solito ed inutile sciopero, le penne del Corriere della Sera e di Repubblica hanno deciso di lavorare ma di non firmare i loro articoli. Unico a firmarsi sul Corsera è stato Bernard-Henri Lévy (una delle mie firme preferite) cui delle beghe sindacali italiane “non gliene po’ frega’ de meno” e continua a scrivere editoriali che non ci fanno sentire troppo la mancanza delle solite firme note.

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