L’anima della pubblicità

Chi legge queste pagine da un po’ di tempo sa quanto il sottoscritto creda nella pubblicità via internet e nelle sue promettenti prospettive di crescita. E’ bene, tuttavia, applicare opportune distinzioni tra le diverse forme attraverso cui può essere veicolato il messaggio pubblicitario attraverso internet senza limitarsi a trasporre su internet semplicemente vecchie forme come il classico spot. Mentre è intelligente ed altamente efficace l’inserzione che è l’utente stesso a voler cliccare (un catalogo ben fatto, un video virale divertente su youtube, un’inserzione testuale tra i vari risultati di una ricerca, etc), è sterile – anzi – deleteria ogni forma pubblicitaria che interferisce in maniera invasiva con l’esperienza dell’utente su internet: mi riferisco alla finestra pop-up che mi impedisce di leggere un articolo di giornale; all’animazione in flash che mi fa partire una fastidiosa musica di sottofondo, per non parlare poi dei messaggi pubblicitari recapitati ogni giorno via e-mail che rendono sempre più laboriosa e stancante la lettura della poste elettronica.

Per gli stessi motivi, ho sempre attribuito magggior valore ad una pagina pubblicitaria di un quotidiano, su cui il lettore si può soffermare o meno a seconda del suo effettivo interesse, piuttosto che agli spot televisivi che interrompono in modo fastidioso la visione di un film.

Facevo queste considerazioni mentre provavo a staccare gli appiccicosi adesivi che mi coprono ogni giorno l’articolo di prima pagina del Corriere che vorrei leggere tranquillamente mentre sorseggio il cappuccino. E’ curioso e lamentabile che la pubblicità sulla carta stampata sia riuscita a trasporre su carta il brutto fenomeno delle finestre “pop-up” di internet.

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