Eutelsat

Qualche mese fa (il 3 aprile per essere esatti) vi invitavo a fare una riflessione su Eutelsat Communications in occasione del suo collocamento sul mercato francese Euronext.

Eutelsat è il terzo operatore mondiale di satelliti geostazionari e gestisce una flotta di 26 satelliti tra cui i rinomati Hot Bird, che molti qui in Italia conoscono come i satelliti da cui parte il segnale di Sky Italia. L’attività di Eutelsat è caratterizzata da altissimi margini di profitto (circa l’80%) e da ritorni molto stabil garantiti da una posizione di quasi monopolio e da fortissime barriere all’entrata. In un momento di crisi dei mercati azionari, Eutelsat ha deciso di quotarsi comunque abbassando il prezzo da 16 a 12 euro per azione, anche sulla scia di molte preoccupazioni sul futuro della televisione satellitare. All’epoca imperversava il concetto di “triple play” ed era forte la paura che il satellite sarebbe diventato un mezzo di trasmissione obsoleto sostituito dalla banda larga di Internet.

Dopo aver fatto qualche riflessione, decisi di acquistare Eutelsat a 13 euro per azione. Dubito che molti qui in Italia l’abbiano acquistata: da queste parti si preferisce il polo del lusso con ebitda margin del 9% scarso e ritorni incerti, basta che ci sia Montezemolo. Ai pochi che si fossero interessati ad Eutelsat farà piacere sapere che oggi il titolo è arrivato a 15,4 euro sulla voci di un interesse da parte di un gruppo di fondi di private equity (e d’altronde c’era da aspettarselo). Il rendimento dai 13 euro è del 17%. Per chi invece l’avesse presa in fase di quotazione il rendimento è del 28%.

Io consiglio di tenere l’azione fino a 16-17 euro.

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