Rendite finanziarie (anticipate)

Se Gigi ha comprato dieci anni fa un’ azione della Pippo Spa a 100 euro ed oggi la stessa azione vale 200 euro, Gigi ha una plusvalenza potenziale di 100 euro. Quando andrà a vendere l’azione lo stato si pappa il 12,5% della sua plusvalenza lasciando a Pippo 87,5 di plusvalenza.

Gigi per il momento non ha nessuna intenzione di vendere il suo titolo Pippo spa, ma viene a sapere con un certo anticipo da tutte le fonti d’informazione che la tassazione sulle plusvalenze verrà innalzata al 20%. Gigi, che è furbo, venderà immediatamente il suo titolo a 200 euro realizzando la plusvalenza che verrà tassata al 12,5% ed immediatamente dopo ricomprerà Pippo Spa sempre a 200 euro eliminando così la plusvalenza e sottraendo al fisco 7,5 euro che altrimenti avrebbe ottenuto se la plusvalenza fosse stata realizzata una volta in vigore il nuovo regime fiscale sulle rendite finanziarie.

Chi ci guadagna da questi movimenti? Anzitutto gli intermediari finanziari che vedranno crescere i movimenti di compravendita su titoli legati a questo giochino sulla realizzazione anticipata delle plusvalenze. In secondo luogo le casse dello stato potrebbero beneficiare di un realizzo anticipato di plusvalenze che altrimenti sarebbe stato più dilazionato nel tempo.

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