Spot Intesa /1

willy_lavoro.jpgHai visto per caso uno dei meravigliosi spot che Banca Intesa sta mandando in onda in questi giorni? Quelli ambientati in un piccolo borgo di mare con tanto di colonna sonora alla moda dei Gorillaz. Sono quasi certo che i responsabili marketing di Piazza Cordusio non possono aver fatto tutto da soli e che hanno sicuramente speso qualche milione di euro per farsi aiutare da blasonate agenzie di comunicazione per sviluppare una ridicolissima serie di spot con tanto di sito internet dedicato.

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Cominciamo ad analizzare il primo. E’ quello per il conto 18>26, il conto corrente dedicato ai gggiovani con tre g all’inizio. Lisa, una ragazza acqua e sapone, il perfetto stereotipo della ragazza mediterranea (eufemismo per provinciale e meridionale), è lì che si gode la vita prendendo il sole su una bagnarola ormeggiata al porto. La mamma si trova inspiegabilmente in una piazzetta deserta davanti ad una filiale di Banca Intesa e chiama a squarciagola la figlia Lisa brandendo un foglietto. Madre e figlia in un abbraccio commovente scoppiano di gioia perché Lisa è stata accettata all’università. Ora d’accordo che in alcune facoltà c’è il numero chiuso e che entrare non è facilissimo, ma figlia mia, sei stata accettata in una pezzentissima università italiana dove probabilmente le lezioni saranno tenute da qualche assistente sottopagato con l’ausilio di strutture tecniche a malapena degne dell’università di Kabul. Infatti dopo non appena 10 secondi di gioia incontenibile, il volto di Lisa si fa scuro ed imbronciato e la ragazza chiede: “Ma adesso devo andare a vive da sola?” e qui parte in sottofondo Fell Good Inc dei Gorillaz. Fa il viso triste della campagnola che vorrebbe restare nel borgo di mare tutta la vita attaccata alla gonna di mammina e subito dopo corre nella filiale Intesa insieme a mammina per sottoscrivere il suo primo conto corrente, 18>26 per l’appunto. A questo punto una voce fuori campo ci spiega che la vita è un viaggio e che Intesa è sempre con noi. Ma non è finita. Per dare quel tocco di modernità allo spot, il telespettatore viene invitato ad andare sul sito 1826.it e votare la città in cui dovrà trasferirsi Lisa. Sicuramente questa chicca finale deve aver mandato in brodo di giuggiole i responsabili merketing di Intesa che devono aver pensato al colpo di genio: l’interazione con lo spettatore.

Insomma, abbiamo uno spot con dei cliché grotteschi, ma soprattutto i geni di Intesa fanno vedere che il loro cliente tipo è una sprovveduta che non è mai uscita dai confini del paesello e che fino a 18 anni non ha mai sentito l’esigenza di farsi un conto corrente. Forse questa è l’Italia.

Qui puoi vedere lo spot di 1826.

La prossima puntata si parla invece di Maxi Prestito Intesa.

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