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Bolla o non bolla
Inserito da danybus | ottobre 31, 2006
Eccoci al consueto appuntamento con la finanza. Qualcuno si è lamentato della mancanza di notizie al riguardo su queste pagine; visto che la cosa mi lusinga e mi sprona, eccomi su una panchina di Piazza dell’Orologio a scroccare una connessione Wi-Fi e parlare un pochino della situazione attuale.
Tutti gli indici italiani stanno ritoccando ogni giorno nuovi massimi di periodo e c’è chi comincia a parlare di bolla speculativa e sentire puzza di “marzo-duemilauno”. Io no. Non ho fatto analisi approfondite, ma vedo una situazione macroeconomica che offre segni più positivi che negativi.
Il costo delle materie prime. Le aziende in questi anni hanno macinato utili record con un petrolio che flirtava con area 80$. Adesso che l’oro nero è sceso sotto i 60$ e che l’Opec ritiene questo ribasso consolidato dal momento che ha deciso persino di tagliare le suo quote produttive, le aziende dovrebbero beneficiare ancora di più dei programmi di efficienza messi in atto negli anni passati.
Prodi. La finanziaria non piace a nessuno e personalmete non piace neanche a me (di questo magari se ne parla un’altra volta). Scontenta tutti, ma non dovrebbe dispiacere alle imprese che non si vedono toccare le aliquote IRES e che sostanzialmente avranno un costo del lavoro ridotto per il taglio del cuneo fiscale. E’ vero, c’è il TFR da devolvere all’INPS o ai fondi pensione e che non resterà più in azienda, ma quella è una spesa che le imrpese avevano anche prima e che non influisce sul conto economico. Semplicemente adesso le imprese avranno un’uscita finanziaria a fronte di un costo che era finanziato da un apposito fondo TFR (ma il costo c’era comunque).
Inflazione Nonostante si sia avuta negli Stati Uniti e in Europa una crescita sostenuta accompagnata da alti costi delle materie prime, l’inflazione non è mai stata così stabile. Questo dovrebbe far sì che le banche centrali non procedano ad una stretta monetaria violenta come accadde tra il 2000 e il 2001.
Detto questo, ecco i titoli su cui ho puntato e su cui punterò
- La solita Yahoo (con cui sono sempre in perdita ma che continuo a consigliare)
- Save. I prezzi del petrolio in discesa spingeranno la domanda per viaggi ed inoltre si spera che il governo riformi razionalmente il settore aeroportuale e la situazione Alitalia
- Telecom Italia RIsparmio. Mi ha dato ottime soddisfazione e credo che continuerà a darmene. E’ sempre il telefonico più redditizio in Europa e quello che vale di meno in questo momento. E’ stato penalizzato da vicende politiche ed interne all’azionariato, ma economicamente la società continua a macinare utili.
Ho abbandonato i bancari (Sanpaolo e Unicredito) visto che le storie di aggregazione ormai sono un po’ troppo di moda ed usurate.
Ho ridotto l’esposizione sugli energetici che secondo me non vedranno rosa nel prossimo anno.
Un saluto da Piazza dell’Orologio e un ringraziamento al benefattore che ha tenuto aperta la sua connessione WiFI.
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