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yhhgg.jpgChe tempismo! Neanche il tempo di consigliare e comprare Yahoo!, che oggi il titolo del secondo motore di ricerca su internet registra un crollo dell’11% tirandosi giù tutto il Nasdaq. Una regola fondamentale negli investimenti è riconoscere errori o ragionamenti sbagliati, saper ammettere i propri sbagli e tagliare le perdite prima possibile, senza attendere chissà quale rimonta. E’ così che mi sono salvato da peccati di gioventù vissuti fra febbraio ed aprile del 2000. Intestardirsi non serve a niente.

Tuttavia, dopo aver letto degli eventi che hanno innescato le vendite sul titolo Yahoo!, resto convinto dei ragionamenti fatti finora e non vendo. Cosa è successo dunque?

Il CFO di Yahoo (questa donnona sorridente) ha annunciato oggi a margine di un meeting con gli analisti di Goldman Sachs che per il trimestre in corso il fatturato di Yahoo! si attesterà sulla parte bassa della forchetta (1,12 – 1,23 miliardi di dollari). In altre parole, conti alla mano, Susan avverte la comunità finanziaria che è più probabile che nei mesi che vanno da luglio a settembre Yahoo! riporti un fatturato di 1,12 miliardi anziché di 1,23 miliardi. Non stiamo neanche parlando di un profit warning. A rendere bigie le previsione di Susan, sono le inserzioni del comparto auto che si sono rivelate in netto calo su Yahoo! come sugli altri portali internet.

La notizia ha messo in ambasce gli analisti del settore media ed internet che cominciano a dubitare della tesi secondo cui secondo cui le aziende aumenteranno sempre più il budget dedicato a campagne pubblicitarie su internet. A giudicare da come se la sono passata Ford e General Motors nel terzo trimestre, mi sembra quantomeno fisiologico un calo spesa di marketing da parte del settore automotive, ma di lì a dire che si tratta di un andamento generalizzato in grado di compromettere quella fase di transizione dai media tradizionali ad internet, ce ne vuole.

Ecco perché tengo Yahoo! nel dossier titoli per il momento.

Dico “per il momento” perché effettivamente si può appena captare qualche scricchiolio. La campagna pubblicitaria lanciata da Yahoo! sui canali televisivi europei e americani è carina e forse anche anche efficace. Tuttavia se uno dei principali portali e motori di ricerca utilizza il mezzo televisivo per promuovere il suo brand, manda di certo un brutto segnale alle altre aziende che dovrebbe convincere a scegliere internet come mezzo promozionale (per non parlare degli analisti finanziari). Ci sono poi gli ultimi dati di ComCast relativi al mese di agosto in cui Big Google riporta la sua quota di mercato sulle query a 44,1% da 43,7% nel mese precedente, mentre Yahoo! interrompe il trend di crescita registrato nei mesi precedenti portando la sua quota nel mercato delle “query” a 28,7% da 28,8%.

Wait and see. La prova del fuoco sarà il quarto trimestre con il natale di mezzo (altro che agosto).

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