Chi si compra Telecom?

Mentre l’Economist ricomincia a puntellare le finanze italiane con la paventata possibilità che l’Italia esca disastrosamente dall’euro, il Financial Times del lunedì pubblica una colonna LEX al vetriolo sul caso Telecom e sulla smania nazionalistica legata alle vicende del nostro carissimo operatore telefonico. Si dice che nessun soggetto italiano avrebbe la solidità finanziaria per affrontare un’acquisizione come quella di TIM, valutata attualmente 35 miliardi di euro. L’unica soluzione potrebbe essere un’acquisizione a debito (leveraged buyout) dagli equilibri precari. Viene fatto, per concludere, un parallelo tra lo stato delle finanze pubbliche e la precarietà del capitalismo imprenditoriale.

In cauda venum:

Perhaps an Italian solution may be found for TIM. Its €35bn enterprise value is beyond the capacity of any domestic buyer, so the same financial engineering techniques used by Mr Tronchetti would be required. Having a precarious grip on a stagnant economic entity may have become an Italian habit: just ask Mr Prodi.

Io lo faccio notare a tutti da anni, ma mi hanno tutti riso in faccia. Telecom Italia è l’unica società telefonica scalabile. Olimpia ne controlla il 18% e chiunque potrebbe salire fino al 29.9% senza incorrere nell’obbligo di lanciare un’Opa totalitaria. Il passo indietro di Tronchetti potrebbe essere un invito caloroso. Chi si farà avanti?

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