Telecom

Giornali ed agenzie di stampa sono stati piuttosto confusi a descrivere cosa effettivamente accadrà oggi alla galassia Telecom. La sospensione dei titoli per tutta la seduta odierna e gli incontri al largo degli arcipelaghi greci tra Tronchetti e Murdoch, lasciano senz’altro presagire qualcosa di grosso. Vediamo i possibili scenari.

TIM – Scorporo e vendita. Nessuno ha mancato di sottolineare con un po’ di polemica come Telecom si sia indebitata per lanciare un’opa parziale e quindi una fusione tra Telecom e TIM appena due anni fa (l’opa di S. Ambrogio). Un’operazione di scissione adesso potrebbe servire a Telecom per allocare direttamente su TIM una parte dei 40 miliardi di euro di debito e per vendere una quota di minoranza a qualche fondo. Difficile immaginare una vendita in blocco dell’operatore mobile: non avrebbe senso dal punto di vista strategico visto che stanno diminuendo sempre più i ricavi da telefonia fissa a fronte di ricavi stabile cash flow in crescita della telefonia mobile.

Scorporo della rete Telecom e conferimento ad una società terza partecipata da altri soggetti. E’ un’operazione che avrebbe senso e permetterebbe di raggiungere quella terzietà della rete la cui assenza è stato finora colpevole di denunciati squilibri di mercato e comportamenti scorretti nel mercato dell’ADSL.

Da queste due operazioni ne dovrebbe uscire una Telecom Italia ridimensionata con meno debiti, più cassa e cash-flow ridotti. Non è impossibile che a questo punto Telecom possa distribuire un dividendo straordinario per permettere al suo azionista principale (Olimpia) di ripagare una parte del suo debito. Finanziariamente ha tutto molto senso e non si può parlare a priori di scorrettezze. D’altronde le precedenti operazioni straordinarie del gruppo Telecom (fusione Telecom-Olivetti, scissione Seat PG-Telecom Italia Media, fusione TIM-Telecom) sono sempre state eseguiti in termini corretti senza sgarbi nei confronti del mercato. La questione cruciale è vedere come verranno spalmati i 40 miliardi di debito tra le tre società risultanti da quest’operazione (Telecom Italia, TIM, Rete) e a che prezzi avverranno eventuali vendite a CdP e TIM.

Beati i possessori di Telecom Italia Risparmio: a loro andrà la parte più consistente degli eventuali dividendi straordinari distribuiti da Telecom e loro avranno potere di veto sull’operazione.

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