Ci si spalma sopra un bel giretto di parole

Hai mai provato a chiamare un taxi in corsa, con un fischio, un gesto vistoso della mano, come in quei film dove i newyorkesi escono da un edificio qualunque e trovano sempre una macchina gialla pronta a portarli ovunque? Se ti trovi a Roma, non ci provare nemmeno perché qui in Italia, dove vige un corporativismo di gomma resistentissimo agli urti della liberalizzazione, devi per forza chiamare il centralino del radiotaxi (a tue spese) che dopo averti fatto aspettare un tempo medio compreso tra i 5 e i 15 minuti ti troverà forse un’auto proveniente dall’altro capo della città. Se non hai un telefono a disposizione, o se magari sei un turista che non conosce a memoria i numeri dei centralini, puoi provare a recarti presso il più vicino parcheggio di taxi e se arrivi vivo nonostante i quaranta gradi ed un’umidità prossima al 100%, magari trovi anche qualcuno disposto a scarrozzarti con molta scortesia ed un tassametro galoppante. Se piove, c’è uno sciopero, una convention o un qualunque ordinario evento straordinario proprio delle metropoli metti pure in conto dai 20 ai 50 minuti per trovare un taxi.
Buon senso vorrebbe che, in un paese dove la disoccupazione giovanile è sempre più sentita, si autorizzassero altre 5000 licenze per creare posti di lavoro e fornire un servizio migliore ai cittadini e ai turisti.

E’ normale che in un’epoca ormai lontana dal basso medioevo, ci siano ancora professioni esercitate su base ereditaria? Eppure se sei il figlio di un farmacista puoi tranquillamente continuare ad esercitare la professione senza necessariamente laurearti in farmacia.

Che dire poi degli avvocati? In America fanno spot in televisione, offerte “soddisfatti o rimborsati”, mentre qui in Italia devi comunque pagare una tariffa minima a qualunque idiota principe del foro che ti fornisce un servizio scadente. Gli altri principi del foro ti spiegheranno che la tariffa minima serve per tutelare il consumatore idiota che – altrimenti – sarebbe truffato da offerte promozionali di squali e squaletti freschi di laurea. Ma allora, chiedo io, perché non è stata istituita una tariffa massima oppure un livello minimo di servizio?

Che dire poi della vendita di un motorino usato? C’è un registro telematico dei beni mobili (la motorizzazione), che bisogno c’è di pagare un notaio per autenticare il passaggio di proprietà di un bene che vale sì e no 1000 euro? I notai della Penisola ti spiegheranno che è per la tua sicurezza, per garantire il buon fine della transazione. Istituiamo l’obbligo dell’autenticazione notarile anche per il caffè comprato alle macchinette già che ci siamo.

Queste ed altre banalità che in cinque anni non hanno meritato l’attenzione di un governo liberista troppo occupato con scudi fiscali, depenalizzazione del falso in bilancio, accorciamento delle prescrizioni, le trovi spiegate chiaramente in un documento preparato dal ministro Bersani contro il quale stanno scioperando i tassinari di mezza Italia gettando il traffico cittadino nel caos (leggiti il documento, ne vale la pena).

Io capisco la rabbia e la frustrazione di vedersi privati di un privilegio, ma davvero non capisco come un nugolo di privilegiati possa tenere sotto ostaggio lo sviluppo economico di un paese. Certo, il progresso non dipende certo dal mercato dei tassinari, ma se si cede davanti a 5000 vetture in sciopero, si cede anche ai notai, ai farmacisti, ai panettiere, ai principi del foro, alle banche e tante altre sanguisughe che tolgono linfa all’economia.
C’è poi da dire che il ministro Bersani non liberalizza affatto il mercato dei taxi: magari lo facesse. Prevede semplicemente l’introduzione di una norma per la quale un comune può istituire concorsi per ulteriori licenze ad esclusivo appannaggio di chi già ne possiede una. La licenza aggiuntiva ottenuta non sarebbe cedibile separatamente da qualla originaria, ma potrebbe essere utilizzata assumendo un collaboratore con il quale ripartire in guadagni. Traduco in parole semplici: il tassinaro romano può comprare liberamente una nuova licenza, assumere un albanese per guidare un’altra macchina ed incrementare i ricavi. Eppure ai tassinari non vanno bene neanche le licenze aggiuntive che possono acquistare solo loro.

Davanti ad una schiera di tassinari che nei prossimi giorni potrebbe bloccare il traffico, sentiti pure autorizzato a scaricare il tuo UZI e vedrai che l’anno prossimo alzando la mano in una qualunque parte del centro cittadino si materializzerà un taxi, come a New York.

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