Hutchi-Picchia, il 3GSM

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Barcellona è la città della fiesta e del divertimento, ma in questi giorni è soprattutto la città del 3GSM: uno dei convegni in cui si tasta il polso della telefonia mobile nel mondo e si cercano indicazioni sul futuro del settore.

Dai primi reportage che ho avuto modo di leggere, sono due le tematiche più affrontate:

– Lo sbigottimento di operatori di telefonia che, nonostante tutti gli sforzi economici e tecnici in cui si sono profusi in questi anni per offrire servizi sempre più evoluti, si sono accorti che l’utente europeo altro non vuole che suonerie “hip” e instant messaging. Niente videochiamate e, per carità, non parlategli di film da vedere al cellulare. L’utente “Smith” pagherebbe anche 3 euro per scaricarsi la suoneria di Madonna, spenderebbe anche 2 euro al giorno per scambiarsi due dozzine di SMS con amici e amanti, ma non vi darebbe neanche una lira per vedersi il Grande Fratello al telefonino. La sconvolgente sorpresa è che non si riescono a vendere neanche filmati di playboy, un pessimo segnale.
Pare che il nuovo iPod con capacità video abbia fatto sorgere a molti questa domanda: se non ho un cacchio da fare mentre sono in viaggio sull’Eurostar fresco di TAV, non sarebbe molto più comodo prendere un iPod e vedere quello che voglio, quando voglio e gratuitamente? In Italia ci sono Vodafone e Wind che sembrano aver capito questo discorso. Wind, soprattutto, ha risparmiato palate di soldi restando molto defilata rispetto al fenomeno UMTS. Tre Italia invece si è comprata direttamente una rete televisiva al costo di 200 milioni di euro per poter trasmettere canali televisivi in Stanard DVB-H ai telefonini (nuovi modelli che dovrà rifinanziare e sussidiare daccapo, perché quelli di adesso non sono compatibili). Quando avranno terminato la Torino-Lione scopriremo se i passeggeri della TAV utilizzeranno il telefonino o l’iPod per vedersi l’ultima puntata di 24….

Il Voip. Produttori di hardware ed operatori di telefonia mobile hanno finora fatto gli gnorri pensando che solamente la telefonia fissa fosse affetta da questo grave morbo chiamato Voip. Ebbene, al 3GSM si sono accori tutt’a un tratto che effettivamente sarebbe anche possibile utilizzare il Voip in modalità mobile grazie alle reti WI-FI e Wi-Fi. Certo, non che ci sia questa capillare copertura, ma non mancherà di certo in futuro. A Barcellona nei riguardi del Voip Over Mobile prevalgono tre orientamenti: gnorri, voip castrato, skype.

C’è chi continua ad ignorarlo come Vodafone, Tim e Wind.
British Telecom invece ha annunciato che venderà un Motorola A910 (voip+gsm) che sarà però limitato agli hotspot di British Telecom.
Hutchison 3G Europe (che gestisce operatori UMTS in Italia, Inghilterra ed Austria) non era poi troppo preoccupata del Voip. Anzi ha dichiarato di voler distribuire telefonini UMTS dual-mode capaci di far girare Skype ed aperti a qualsiasi Hotspot.
Dopo tutto l’atteggiamento di Hutchison potrebbe essere quello più corretto. Attirerebbe infatti una discreta di clienti contenti di poter utilizzare facilmente Skype senza essere laureati in ingegneria delle comunicazioni. Questo modo di comunicare, dopo tutto, sulle piattaforme mobili, non sottrarrebbe molti ricavi. Gli utenti mobili chiamano soprattutto altri utenti di reti celllulari e in quel caso la convenienza di Skype è molto ridotta, se non del tutto azzerata. Per quanto concerne le chiamata da fisso, sono sicuro che nonostante i prezzi ridotti, il 90% delle chiamate continuerebbe ad essere effettuata con le modalità tradizionali per evitare lo sbattimento di trovare un HotSpot. In altre parole la tattica Hutchison potrebbe essere quella di dare l’illusione di risparmio, passando per l’operatore libero che non intralcia tecnologie all’avanguardia e cool come Skype.

Ecco fatto. Continuiamo pure a vedere cosa esce dal cilindro degli avventori del 3GSM: dopo tutto ci si diverte anche in queste occasioni a Barcellona.

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3 commenti su “Hutchi-Picchia, il 3GSM

  1. Rifletto sull’applicazione del Voip alla telefonia mobile e mi chiedo se esista una convenienza effettiva per le parti coinvolte: operatori da un lato (offerta) e utenti finali dall’altro (domanda).

    OFFERTA:
    1) I principali operatori di tel mobile in Italia (Tim/Voda/Wind) nn dispongono al momento di reti Wi-Fi diffuse. Ergo…

    2) Nel breve periodo, la realizzazione di reti Wi-Fi diffuse richiede investimenti fissi notevoli, probabilmente caratterizzati da una certa idiosincrasia (per rientrare nell’ investimento devi generare margine/cash flow operativo nel lungo periodo. In altre parole, l’idea di biz deve funzionare).

    3) Come strutturare il piano tariffario? Inserire un canone periodale che prevede l’utilizzo di tutti i servizi connessi al Wi-Fi? Ricordo che il successo della telefonia cellulare sul largo pubblico è stato dovuto proprio alla formula del prepagato…Una soluzione basata sul canone fisso sarebbe percorribile solo se il provider fosse estremamente competitivo, ipotesi irrealistica in un mercato ancora da realizzare e che prevede investimenti non di poco conto.

    DOMANDA:
    Qual è il vantaggio per l’utente finale? Analizzando tutti i servizi che un telefonino può offrire mi chiedo:

    1) quanto è disposto a pagare l’utente medio IN PIU’ rispetto a quanto paga ora per i servizi tradizionali (voce + sms)? Razionalmente direi ZERO.

    2) qual è il valore riconosciuto ai servizi a valore aggiunto tipo Videotelefonata e Video on demand? Concordo con te nel ritenere che tutto sommato son pochi gli utenti UMTS che attualmente utilizzano la videochiamata e che forse ci sono modi più agevoli e meno costosi per vedere un film su un dispositivo portatile.

    Alla luce di tutto ciò mi sembra piuttosto ragionevole che i Voda/Tim/Wind siano andati piuttosto cauti nel rilasciare dichiarazioni al proposito.

    SaXXoN.

  2. Caro SaXXon, il Wi-Fi funziona più o meno così…

    Trovi un hotspot, ti colleghi all’hotspot ed è come se fossi su Internet.Non c’è bisogno che l’operatore mobile si doti di una propria rete Wi-Fi.

    Ti faccio un esempio. Supponiamo che io abbia un telefonino di 3Italia con il software Skype integrato e la connettività Wi-Fi. Quando entro in casa mia posso collegarmi direttamente tramite il mio router Wi-Fi e fare telefonte tramite il mio account Skype a 2 centesimi al minuto. Idem se sono in un albergo che offre connettività Wi-Fi oppure in un aeroporto. Il Wi-Fi ha una copertura a macchia di leopardo, si trova solo in certi posti. Per quanto riguarda i piani tariffari, è un discorso tra Skype e me, l’operatore telefonico viene completamente bypassato (non nei casi di Voip castrato).

  3. Grazie per il commento tecnico. A mio avviso il problema rimane in quanto, come tu dici, al momento gli Hotspot presenti nella nostra penisola offrono una copertura tutt’altro che completa.

    Quando nasce una nuova idea è decisivo capire chi ha l’incentivo economico a realizzarla. Nel caso del Mobile Voip, qualcuno deve realizzare una rete Wi-fi che garantisca una copertura almeno non inferiore a quella attuale. A tale riguardo lascio aperta la seguente domanda.

    *I provider di telefonia mobile potrebbero avere la convenienza a realizzare una rete Wi-Fi?

    Personalmente direi “Dipende”. Nel caso di telecoms a 360 gradi, che offrono dal broad band al mobile, la convergenza di tutti i servizi su un’unico supporto di rete (Wi Fi) potrebbe aver senso. Per provider di solo mobile tipo 3Italia direi di no, dato che (1)la tariffa verrebbe corrisposta direttamente a Skype (2) l’investimento in rete Wi fi sarebbe un suicidio (come garantire il ritorno sull’ investimento? con la TV on demand via cell?)
    Probabilmente, al convegno di Barcellona, il management di 3Italia avrebbe fatto meglio a tacere.

I commenti sono chiusi.

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