Markette

placementp.jpgMi ricordo che in una puntata di ER di qualche anno fa il dottor Carter, in missione umanitaria nel Congo, passava le nottate ad ascoltare il suo iPod. Bello, cool, bianco e ben visibile sullo schermo. A scanso di equivoci, se proprio il telespettatore non avesse capito che il dottor Carter è figo perché usa un iPod, anzi, che l’iPod è figo perché lo usa il dottor Carter, gli autori fanno pronunciare alla bella di turno:

“E’ una radio? Qui non arriva il segnale” (vabbè che vivi in Congo da due anni, ma devi esser proprio tonta per scambiare un iPod per una radiolina FM)

ed il dottor Carter:

“No, è un iPod: un lettore MP3”.

Una cosa del genere in Italia si chiamerebbe pubblicità occulta, ma in America la chiamano “product placement” (che fa più figo, ma che in pratica vuol dire sempre pubblicità occulta). Più che un modo meschino di fare pubblicità sta diventando una necessità. Sempre più gente infatti vede i programmi TV tramite TIVO (un aggeggio che registra tutto su hard disk ed elimina gli spot pubblicitari) e una bella fetta di telespettatori oltreoceano (anche io) segue le serie televisive scaricandole da BitTorrent fregandosene di vederle su Italia1 o Canale5. In un tale contesto lo spot televisivo è del tutto inefficace.

Se invece Jack Bauer utilizza un palmare Treu, un iMac ed un router CISCO, l’effetto pubblicitario è molto più efficace. Anche per chi scarica con BitTorrent…

(A proposito di Product Placement, mi sembra molto curiosa l’attività di iTivx)

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