Angeli e Demoni: finito

angeli.jpg Se non ti leggi l’ultimo successo di Dan Brown sei “out”. Questo ormai è un dato di fatto. Di cosa parlare altrimenti quando fai la fila alla cassa della GS? Non ci si può mica far trovare impreparati quando quest’estate la vicina di ombrellone ti chiederà esterrefatta se è vero che Maria Maddalena era l’amante di Gesù. E allora, dopo Il codice Da Vinci, mi sono dato alla lettura del “prequel” Angeli e Demoni.

Angeli e Demoni è un po’ la fotocopia del primo successone di Dan Brown: il protagonista è lo stesso e gli ingredienti che hanno reso Il codice Da Vinci un best-seller ci sono tutti, mescolati nelle stesse proporzioni. Valgono quindi le stesse considerazioni: storia che si legge tutta d’un fiato, colpi di scena incredibili, azione travolgente (infatti già hanno comprato i diritti per fare il film) mescolata con un po’ di nozioni storico-culturali sparse un po’ dappertutto fra un inseguimento e una sparatoria. Da romano ho apprezzato parecchio questo libro perché è tutto ambientato nel centro di Roma di cui Dan Brown rivela dei particolari piuttosto curiosi. Non si possono però notare alcune boiate peculiari ed inevitabili per un americano che scrive storie che alla fine rimangono storie d’azione e basta:

1) Il protagonista, americano, ruba una macchina e gira per il centro di Roma ragigungengo il Vaticano da Piazza Barberini come se quello fosse il tragitto casa-ufficio che fa tutti i giorni. Io ancora oggi mi perdo per il centro di Roma (ma questo non è un termine di paragone)

2) Ci sono scene paradossali: tipo un uomo che annega nella fontana del Bernini a Piazza Navona. Ma Dan Brown ha mai visto una fontana a Roma? Come si fa ad annegare lì?

Ce ne sono mille di questi esempi. Comunque il libro è un ottimo intrattenimento, una storia avvincente, niente più…

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