A tutto gas

Paolino Scaroni dovrà recarsi in Piazza Verdì per convincere Catricalà e la sua Authority che ENI non abusa della sua posizione dominante. Compito arduo visto che ENI controlla letteralmente al 100% i gasdotti transfrontalieri che trasportano il gas russo, algerino e tunisino. Compito arduo visto che sono 5 anni che si chiede ad ENI di cedere il controllo della rete nazionale di trasporto (Snam Rete Gas) e che vuoi per una cosa, vuoi per un’altra, oggi ENI non ne vuole sapere di mollare il suo 50% di Snam Rete Gas.

Compito arduo che sta diventando via via più semplice. Scaroni oltre che a palazzo Chigi, deve infatti avere qualche aggancio altolocato nel blu dipinto di blu.

Le temperature gelide che hanno colpito in questi giorni la Russia hanno fatto aumentare vertiginosamente i consumi di gas interni, tanto che la gargantuesca Gazprom non è più in grado di garantire la continuità delle esportazioni (e stavolta Kiev non c’entra nulla). Paolino Scaroni si recherà in Piazza Verdi da Catricalà per sottolineare l’importanza strategica di ENI e pochi potranno dargli torto. I fornitori di gas come Gazprom hanno acquisito un potere contrattuale spaventoso e sarebbe veramente da idioti frazionare il mercato della domanda e rimpicciolire il maggiore compratore di gas (ENI) così da subire ancora di più lo strapotere dei russi. Mi aspetto dunque che Catricalà, anche con qualche pressione del governo, dia una tiratina d’orecchie a Scaroni per i comportamenti anticoncorrenziali dell’ENI, ma poi alla fine lasci correre.

D’altronde è lo stesso Scaroni che si scomoda a scrivere un editoriale sul Financial Times dal liet motiv: “concorrenza sì, ma con un monopolista; altrimenti il gas lo paghiamo il triplo”.

Parlando con il portiere, il ragazzo del bar e la mamma, mi sono reso conto che non c’è una vera percezione dell’importanza del gas in Italia (molti credono che serva per cucinare e per avere la doccia calda). In Italia si è spinto moltissimo sul gas (vi ricordate lo spot “il metano vi dà una mano” ?) tanto che tre abitazioni su quattro sono scaldate dal metano. Il 50% delle nostre centrali elettriche viene alimentato bruciando gas e non petrolio. Dovessero mancare le forniture gas, ci ritroveremmo al buio e al gelo.

Parlare di concorrenza in un settore del genere è da idioti e da populisti. Il monopolio italiano, deriva da un monopolio di fatto: quelle delle forniture russe. Noi siamo obbligati a comprare gas da Russia, Tunisia e Algeria e fino al 2011 non ci sono altri modi di fare arrivare metano qui. Non è che se aumento le aziende fornitrici di gas in Italia, improvvisamente i prezzi scendono. Anzi. La Gazprom della situazione si ritroverà a dover contrattare con più soggetti piccoli, anzinché un soggetto grande, e potrà approfittarne per far valere la sua forza contrattuale.

E’ anche verò che un soggetto grande come ENI, privato ed orientato al profitto, approfitterà della sua forza contrattuale non per fornire energia a prezzi più bassi in Italia, ma per fare una barca di soldi. E allora? Come se ne esce? Io una soluzione ce l’avrei. Nazionalizzazione del settore energetico (come di fatto succede in Francia e Germania). Prendi un grande soggetto di stato (come potrebbe essere l’ENI) in grado di spuntare buoni prezzi con Gazprom e poi gli fai applicare prezzi calmierati sul mercato interno dal momento che quel soggetto non deve essere orientato al profitto. Il problema è che dire una cosa simile è da comunisti, anche se ha senso. Il problema è che un elefante statale non si muoverà mai. Il problema è che l’Italia in questo momento non ha un soldo per ricomprarsi il 70% di ENEL ed ENI che ha venduto al mercato nel corso di questi anni. Il problema è che ci sono troppi problemi 😉

e io pago…

Categoria:
Articolo creato 1724

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto