Luce sulla concorrenza

Da domani luce e gas aumenteranno del 2,5% e nel frattempo sono già partite le querule dichiarazioni delle associazione dei consumatori. Il Codacons: “Il caro-greggio e’ solo un pretesto: le tariffe di luce e gas in Italia aumentano perche’ manca la concorrenza(Ansa).

Ieri è uscito su un inserto di Milano Finanza un articolo di Fulvietto Conti (AD di Enel) in cui si spiega con molta ponderazione ed oggettività l’attuale paradosso del mercato elettrico italiano. Certo, l’amministratore delegato di Enel è normale che che analizzi la questione con un pizzico d’imparzialità, ma le argomentazioni sono del tutto condivisibili e incontrovertibili.

1) Il mercato italiano è nell’Europa continentale quello più aperto alla concorrenza. Enel copre meno del 50% dei clienti non-residenziali e le tariffe del mercato residenziale sono strettamente regolate da un’authority tutt’altro che indulgente. In Francia, Germania e Belgio c’è un monopolio puro e l’energia costa dieci volte meno. Perché?

2) Se ho 20 centrali elettriche appartenenti ad un unico monopolista, il costo di produzione di un Megawatt sarà X. Se 10 di queste centrali elettriche cambiano proprietario, consentendo l’ingresso di nuovi operatori, il costo di produzione di un Megawatt sarà sempre X dal momento che non cambiano le modalità di generazione (petrolio e gas) ma solo il proprietario di quelle centrali.

3) Il caro greggio mi sembra tutt’altro che un pretesto. Gli aumenti delle quotazioni di gas e petrolio sono sotto gli occhi di tutti alla pompa di benzina e tutto sommato l’elettricità è aumentata molto meno dei carburanti.

4) E’ ridicolo che a lamentarsi siano gli stessi che vollero eliminare il nucleare in Italia presi da un isterico attacco di luddismo. Ancora sopportiamo i costi dell’abbandono del nucleare e oggi è la soluzione più efficiente per ridurre la dipendenza dal petrolio. Non vogliamo il nucleare in casa nostra? Bene, ma poi non ci lamentiamo degli aumenti.

5) In Italia si è puntato molto sulle centrali a Gas (ciclo combinato). C’è più offerta di Gas e questo è un bene. Il problema è che oramai le quotazioni del gas, divenuto un quasi-sostituto del petrolio, segue a braccetto i prezzi dell’oro nero. In più il petrolio lo puoi trasportare da qualunque parte del mondo con grosse navi, mentre il Gas deve transitare attraverso gasdotti che ci vincolano a forniture da Libia e Russia senza poter magari usufruire di contratti più vantaggiosi offerti in altre parti del mondo. Si potrebbe risolvere questo problema attraverso la costruzione di terminali di rigassificazione LNG. Si tratta di una struttura costiera adibita alla rigassificazione del gas liquido trasportato dalle navi metaniere e alla diretta immissione nella rete di trasporto nazionale. In Italia c’è solo un impianto del genere (a Panigaglia, in Liguria) ed ogni volta che si tenta di costruirne uno gli ambientalisti, che poi si lamentano del costo dell’energia, bloccano i lavori. Enel aveva provato a costruire un rigassificatore a Brindisi, ma l’amministrazione locale ha bloccato tutto. Da notare che l’impatto visuale di un terminale GNL è orrendo, ma a livello ambientale l’impatto è quasi nulla dal momento che non si fa altro che riportare allo stato gassoso il metano liquido trasportato dalle navi per poi immetterlo direttamente nella rete di trasporto nazionale del gas. (alcune foto del terminale di Panigaglia)

6) Enel è impegnata in un altro importante progetto che è la riconversione delle centrali dal petrolio al cosiddetto “carbone pulito”. Se tutto va bene nel 2010 si azzererebbe la dipendenza dal petrolio ed il prezzo di produzione scenderebbe sensibilmente. Il problema è che le amministrazioni locali (come quella di Porto Tolle) stanno bloccando i lavori per la riconversione delle centrali già esistenti. Enel dice che l’impatto ambientale è limitato, lo dicono anche in Australia. Vale il discorso di prima. Se non vuoi il carbone, non ti lamentare se l’energia ti costa troppo a causa del petrolio

7) La concorrenza è davvero un bene nel settore elettrico? Oggi un nuovo entrante nel mercato italiano gode di prezzi altissimi (i più alti in Europa) grazie ad un mix produttivo inefficiente utilizzato da anni nelle nostre centrali. Cambiare i metodi di produzione, come sta tentando di fare Enel, richiede grossi investimenti che un nuovo entrante ha tutto l’interesse a non fare per evitare che i prezzi di vendita dell’energia che vende scendano.

Ecco, alla luce di questi pensieri, e considerando che l’Italia è il paese dove c’è più concorrenza nel settore elettrico e dove i prezzi sono più alti, mi sembrano ridicole le dichiarazioni populiste delle associazioni dei consumatori. Come consumatore, mi farebbe piacere che le associazioni facessero ricerche un pochino più serie.

UPDATE: prima di scrivere queste cose non avevo ancora letto questa notizia che cade a fagiolo: Italia, a rischio le forniture di gas

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3 commenti su “Luce sulla concorrenza

  1. Come al solito, grazie per l’analisi.
    Aggiungo una mia considerazione. Alla luce delle tensioni fra Russia ed Ucraina, gli scienziati che presiedono i boards delle utilities, sanno bene che questo “rischio politico” con molta probabilità si rifletterà sui prezzi di approvvigionamento, soggetti comunque a leggi di mercato. E’ vero che i contratti di fornitura sono spesso negoziati trimestralmente, è vero che buona parte dei gasdotti non passa per l’Ucraina, è vero che gli aumenti tariffari sulla fornitura di gas non sono un’invenzione recente per il consumatore finale…ma è altrettanto vero che un hedge naturale (e probabilmente il più immediato) per le utilities passa proprio per un aumento delle bollette (tenuto conto del calmiere imposto dall’Authority). Se ci mettiamo in mezzo che: 1)la maggiorparte delle utilities ha un passivo parametrato a tassi variabili (un aumento dei tassi, anche se marginale, comporta un aumento degli interessi da pagare) e 2) il consensus degli analisti nn punta ad una riduzione del prezzo del petrolio…la maggior parte delle varibili strutturali e di mercato giustificano un aumento delle tariffe.
    Alla fine della fiera, la concorrenza imperfetta di questo settore è molto vicina al monopolio.

  2. Sfortunatamente l’hedge naturale di cui parli è piuttosto inefficiente. Le tariffe di gas e luce vengono stabilite interamente dall’authotity annualmente. L’authotity, per quando indipendente possa essere, subisce molto l’influenza del Governo che sa benissimo quanto sia impopolare un aumento delle bollette. Per questo gli aumenti tariffari tendono sempre a sottostimare i costi e l’hedge di cui parli tu viene effettuato direttamente dai gestori tramite contratti forward sulle forniture (Enel ha coperto il 70% delle forniture di Gas e Petrolio fino al 2007, data in cui dovrebbero entrare in funzione le prime centrali a carbone).

    In Italia si è aperto il mercato energetico alla concorrenza ma lo si amministra come se fosse un monopolio sbilanciando i prezzi in favore del consumatore il quale si sente comunque in posizione debole (vedi le dichiarazione delle varie associazioni). In questo risiede il paradosso del mercato italiano.

    Purtroppo, 1/3 delle nostre forniture passa attraverso il tubo “ucraino”. Se dovvesse acuirsi la crisi Gazprom-Ucraina, le controparti dei tubi tunisini e libici faranno senz’altro sentire la loro maggiore forza contrattuale nei confronti dell’Italia. Ecco perché la costruzione di rigassificatori e di centrali a carbone è sempre più urgente. Ma questo Scaorni e Conti lo ripetono da anni senza che nessuno dia loro ascolto.

  3. Soluzione inefficiente che risponde alle inefficienze strutturali del mercato italiano, da te chiaramente delineate. Non puoi negare, infatti, che l’aumentato tariffe è stato annunciato e presto sarà effettivo. Mi chiedo, tuttavia, se sia giusto, oltre che “efficiente”, che sia il consumatore finale a pagare le inefficienze di questo mercato.

    Personalmente, e credo di intuirlo anche nelle tue righe, nn ho nulla in contrario alla conversione verso il nucleare qualora vengano rispettate le condzioni a)minor costo della fornitura b)impatto ambientale tendente a zero. Ho seri dubbi che ciò avverrà, se nn altro perchè salterà fuori solito politicante di turno a strumentalizzare il tutto.

    A presto. Marco

    PS: per quanto la tua trattazione sia davvero chiara e precisa, non credo che da domani Scaroni, Conti ed i loro entourage di scienziati si presenteranno ai giornali col capo cosparso di cenere perchè i prezzi di fornitura di luce/gas sono aumentati…ed al consumatore finale italiano, mediamente irascibile quando si tratta di metter mano al portafogli, poco importerà che in altri paesi UE il “gasse” è prodotto secondo schemi di produzione più efficiente.

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