Please go!

Il dottor Fazio, oltre ad ogni genere di regalie e bacetti dal ragionier Fiorani, riceve ogni anno uno stipendio che è tre volte quello del governatore della FED, la banca centrale americana. Perché? Beh, come governatore della Banca d’Italia si sobbarca due onerosi compiti.

1) Vigila anzitutto sulla stabilità del sistema bancario. In concreto, se i soldi dei correntisti vengono impiegati per erogare mutui a brava gente e finanziamenti a buone imprese la banca ci guadagna e siamo tutti contenti. Se il prestito viene erogato a Fiat la banca ci perde, ma l’importante è che io io possa in ogni momento disporre dei soldi che ho messo sul conto corrente. Se la banca gioca a Rosso e Nero con le somme del mio conto corrente potrebbero accadere fatti spiacevoli come lo sportellista che ti risponde: “E’ uscito il rosso, oggi è meglio che non prelevi niente”.
Ecco, la Banca d’Italia sta lì a controllare che le banche impieghino le disponibilità liquide assennatamente; che non le giochino alla roulette e che non si espongano eccessivamente su un unico soggetto particolarmente a rischio

2) Giacché la Banca d’Italia tiene d’occhio per quel motivo tutto il settore bancario, le è stato affidato anche il compito di regolare la concorrenza tra banche, porre il veto o autorizzare le concentrazioni e le acquisizioni tra istituti bancari. La ratio è soprattutto evitare che un unico soggetto controlli tutta la liquidità di una regione e in secondo luogo far sì che il consumatore sopporti costi ragionevoli.

Cosa ha combinato Fiorani? Utilizzava le disponibilità della banca per giocare a rosso e nero ad una roulette di cui lui stesso era il croupier. Così se la Popolare di Lodi guidava un’operazione con cui Barilla avrebbe lanciato un’opa su KAMPS, lui era lì che prendeva i soldi della banca per comprare vagonate di azioni KAMPS prima che l’operazione fosse annunciata e conclusa. E’ uno dei modi più grossolani di fare insider trading, ma la bravura sta tutta nel non farsi cogliere con le mani nel sacco. Ché se Popolare di Lodi risultasse azionista di KAMPS succederebbe il putiferio. Quindi ecco comparire fondi hedge con sede nelle Isole Vergini sottoscritti surrettiziamente da Popolare di Lodi che avevano come unico asset proprio le azioni Kamps. Quindi ecco Fiorani che chiama qualche caro amico correntista, come il disonorevole Grillo, per chiedergli se poteva comprare per suo conto un po’ di azioni Kamps: “Tu ci fai una plusvalenza enorme e poi mi retrocedi il 40%; non c’è rischio, Barilla farà l’Opa”.

Stesso discorso per Autostrade e per operazioni di speculazione immobiliare. Fiorani ha sempre azzeccato il colore della roulette ed ha accumulato somme spaventose semplicemente puntando con le fiche dei propri clienti. Per il normale cliente non c’erano problemi: i soldi erano sul conto e sempre disponibili. Il cliente “speciale”, come il disonorevole Grillo, poteva anche arrotondare lo stipendio da senatore grazie a questo giochino. Per crescere sempre di più e disporre di somme sempre più ingenti il trucco era quello di comprare altri istituti con molti correntisti. Come la Popolare di Crema. Una banca che la Popolare di Lodi pagò una sproposito.

Un momento – direte voi. Banche che comprano altre banche. Ci vuole l’autorizzazione di Bankitalia. Un momento. Banche che giocano a rosso e nero con i soldi dei correntisti! C’è Bankitalia che vigila. No, Bankitalia non vigila o perlomeno lo fa male. Limitiamoci a supporre che Fiorani sia stato molto scaltro e non pensiamo male, ché si fa peccato.

Arriviamo a quest’estate. Quando uno scaltro banchiere non basta più, ci vogliono i Furbetti del quartierino. Così Lodi concede affidamenti enormi (centinaia di milioni di euro) a soggetti come Ricucci per permettere loro di comprare quote del Corriere della Sera e della Banca Antonveneta. Proprio su Antonveneta c’è una lotta con gli olandesi di Abn che lancia in maniera trasparente un’opa su Antonveneta. Popolare di Lodi intanto accumula azioni in maniera surrettizia facendole comprare a diversi personaggi come Ricucci e Gnutti utilizzando i soliti soldi dei correntisti. Arbitro per la querelle Veneta è il solito Fazio che sembra favorire molto la Popolare di Lodi. Chissa perché se un gruppo patrimonialmente solido come ABN vuole comprare Antonveneta c’è tanto sospetto, mentre se a voler prendere il controllo di quella banca è la Popolare di Lodi in maniera strisciante e poco trasparente non sembrano esserci problemi. Dopo gli ennesimi movimenti anomali dei titoli RCS e Antonveneta, qualcuno come la mia cara Clementin vuole vederci chiaro e dispone intercettazioni ai cellulari di Fiorani. E a questo punto la roulette per Fiorani smette di girare per il verso giusto….

Si viene a scoprire, ma non ci voleva molto a saperlo, che Fiorani era un amico di famiglia dei Fazio. Uno di casa. Uno che con disinvoltura chiamava il Governatore a a notte fonda. Uno che con liberalità elargiva gioielli ed orologi alla numerosa prole del Governatore. Succede che Fiorani parli con la moglie del Governatore tramite un’utenza del Senato appartenente al disonorevole Grillo. Facendo qualche controllo scopri che lo stesso Grillo è correntista presso la Popolare di Lodi e che dal suo conto sono partiti acquisti di azioni Antonveneta qualche giorno prima che partisse la “scalata”.

Fiorani finisce quindi a San Vittore. Gli altri?

Il senatore Grillo dichiara che con le azioni Antonveneta ci ha guadagnato “pochi soldi”, ma farebbe veramente qualche differenza se ci avesse guadagnato 1000 o 10.000 euro?

Fazio, con le mani salde ai braccioli della poltrona, dice: “ho la coscienza serena”. A questo spunto mi vien voglia di fargli un discorsetto.

Dr. Fazio, la sua ingenuità supera l’avidità e la fantasia finanziaria del suo amico di messa Giampi Fiorani. Ammettiamo anche che non sia riprovevole ricevere ed accettare di buon grado i presenti provenienti dall’amministratore di una banca sulla quale lei, Dr. Fazio, dovrebbe vigilare. Ammettiamo anche che il rapporto d’amicizia che lega la sua famiglia a Fiorani non vada ad inficiare la sua capacità di giudizio. Ammettiamo tutto ciò, perché la malafede è una brutta cosa e pensare che lei abbia agito per favorire le scorribande di Fiorani sarebbe plausibile, ma una pura illazione. Le pare che forse i suoi due compiti siano stati svolti con diligenza? Già, perché un suo amico personale è riuscito ad eludere tutti i suoi controlli. Possibile che un magistrato che prende un decimo del suo stipendio e che non ha a disposizione una struttura come la Banca d’Italia, riesca a fare meglio il suo lavoro? Il dottore che sbaglia diagnosi, erra con coscienza pulita, ma con parresia ammette l’errore e compie umilmente un passo indietro. In fondo la Banca d’Italia non le paga lo stipendio da Governatore per studiare S. Tommaso e partecipare a qualsiasi evento sponsorizzato dall’Opus Dei. Lei dovrebbe servire l’Italia, ma è evidente che all’Italia non serve un vigilante cieco che si fa tirare brutti scherzi dagli amici; un governatore dalla credibilità ormai compromessa. Un passo indietro per favore, con coscienza serena.

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2 commenti su “Please go!

  1. Sarà il mio anticlericalismo militante a farmi vedere malafede (il termine è debole) in finanzieri stra-cattolici come il nostro Tonino o Mgr. Marcinkus…vi ricordate?

  2. Pienamente d’accordo!!
    A casa…
    ps. una domanda mi sfiora la mente, ma la presunta figlia che si dice sia stata al centro delle attenzioni del sor Fiorani chi è ??????

    Eu

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