Baustelle

baustelle.jpgI fissati del genere “Inde” sono insopportabili. A dargli retta, ogni settimana c’è una band fantastica che marcherà la scena musicale del millennio. Si, gli spocchiosi cultori del rock indipendente a volte sono fastidiosi in quel loro reagire disgustati di fronte a qualsiasi CD sia etichettato da una casa discografica.

Per questo e per altri motivi ho sempre prestato poca cura al fenomeno “Baustelle”. Chi saranno mai? L’ennesimo gruppetto di ragazzi italiani con un nome “hip” osannati come novità inde del secolo. Mai pregiudizio fu tanto sbagliato, lo ammetto. Questi Baustelle sono una piacevolissima rivelazione nel panorama italiano ed il sottoscritto c’è andato letteralmente “a rota”. All’inizio mi ha colpito il sound spiccatamente anni ’60 di alcuni brani, ma poi mi sono fermato a leggere testi che riescono ad essere poetici, impegnati e intelligenti.

Qualche esempio:

In “Arriva lo ye-yé” (La moda del lento) viene dipinta una squallida serata di rimorchi nella fredda Europa del Nord con un sound a metà fra gli anni ’60 e la musica elettronica.

“Paga tu il conto amore, per favore,
portami in un albergo per due ore,
profuma di Stoccolma la schiena tua spogliata
amami una volta nella vita.

Ballano, le svedesi portano,
minigonne pallide
sono come me…”

In “La Guerra è finita” (La Malavita) si affronta un tema difficile come il suicidio con un attacco alla Kraftwerk (thx SaXXon), strofe forti e in rima :

“Vivere non è possibile,
lasciò un biglietto inutile,
prima di respirare il gas,
prima di collegarsi al caos,
era mia amica, era una stronza,
aveva 16 anni appena…

prima di perdersi nel punk,
prima di perdersi del crack…”

Un Romantico a Milano (La Malavita) dipinge tutta una serie di immagini metropolitane che ancora non riesco a cogliere bene, ma che ti colpiscono comunque con frasi tipo:

“Quando il dandy muore,
fuori nasce un fiore…”

Inutile dire che Radio Silky trasmetterà pesantemente gli album dei Baustelle per tutta la settimana. Come al solito, si accede a Radio Silky cliccando sul CD che è nella colonna di sinistra (se è in onda) che tra l’altro vi dice anche cosa trasmetto e cosa ho trasmesso. Stay tuned!

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2 commenti su “Baustelle

  1. “I fissati del genere “Inde” sono insopportabili. A dargli retta, ogni settimana c’è una band fantastica che marcherà la scena musicale del millennio.”

    bisognerebbe scolpirla questa frase…

    Non sono affatto male i baustelle…Il 26 Novembre sono al circolo degli artisti ( 7 euri)

I commenti sono chiusi.

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