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Salvate il salvabanche

Inserito da danybus | dicembre 10, 2015

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Quando in Italia avviene un dissesto finanziario (i bond argentini, Cirio, Parmalat, etc.), il medesimo miscuglio di ignoranza e disinformazione che ha appena colpito i piccoli risparmiatori continua ad invischiare ed inquinare il dibattito che ne segue su cause, conseguenze e soluzioni. Non è un caso, infatti, se dagli errori del passato risparmiatori e regolatori non abbiano imparato nulla, permettendo il ripetersi di stragi del risparmio.

Oggi è la volta delle obbligazioni subordinate e delle azioni bancarie. Un gruppetto di banche locali gestito malissimo (Carife, Carichieti, Banca Marche, Banca Etruria) si è trovato in una fase di dissesto. Per evitare che saltassero per aria lasciando in mutande tutti i loro correntisti e i loro dipendenti, il governo ha favorito un intervento di sistema che salvaguardasse la continuità aziendale di queste banche sacrificando gli azionisti delle banche (cioè i proprietari della banche) e chi aveva sottoscritto le loro obbligazioni più rischiose (cosiddette subordinate).

Con un grosso errore di comunicazione, il decreto che ha consentito questo intervento è stato chiamato il “Salvabanche” e lo shame telling che ne è seguito suona più o meno così: il governo salva le banche e lascia in mutande i risparmiatori.

Non è proprio così.

Il realtà il governo ha salvato: tutti i correntisti delle banche; tutti i dipendenti delle banche; tutti i sottoscrittori di certificati di deposito; tutti i sottoscrittori di obbligazioni bancarie senior. Le regole europee sul cosiddetto “bail in” che entreranno in vigore fra poco, avrebbero addirittura previsto di sacrificare i correntisti con depositi superiori a 100 mila euro, ma il governo è riuscito ad evitarne la piena applicazione. Per salvare questa enorme platea di persone, sono stati sacrificati i proprietari delle banche (cioè gli azionisti) e coloro che avevano sottoscritto obbligazioni subordinate che rendevano il 5-6% (2-3 punti percentuali in più di quello che si poteva ottenere sottoscrivendo obbligazione normali; 4-5 punti percentuali in più di quello che si poteva ottenere sottoscrivendo titoli di stato o certificati di deposito).

Mi sembra normale che a pagare per un dissesto bancario siano i proprietari delle banche e coloro che aveva speculato su queste banche prestando loro denaro a tassi molto superiori al mercato. Da questo punto di vista l’intervento del governo è stato ineccepibile ed ha avuto il merito di salvare tutti i correntisti, cosa che con la piena applicazione delle regole europee non sarebbe stata possibile, decimando i conti correnti sopra i 100 mila euro, come successo a Cipro.

A questo punto entrano in scena le cronache locali di poveri risparmiatori che avevano sottoscritto azioni ed obbligazioni della banca perché gliele aveva consigliate lo sportellista o come prerequisito per potere accedere ad un mutuo a condizioni vantaggiose. L’opinione comune è che il governo abbia sbagliato ad assimilare questo tipo di risparmiatori ai proprietari delle banche e agli speculatori. Io mi chiedo però se sia giusto salvare e mettere sullo stesso piano il risparmiatore che – per ingenuità ed ignoranza – ha avuto accesso a mutui vantaggiosi e rendimenti sopra la media e il risparmiatori che si accontentava dell’1% del conto deposito. Da questo punto di vista, l’intervento del governo è stato ineccepibile e chi ha sottoscritto azioni ed obbligazioni subordinate deve prendersela in primo luogo con la propria ignoranza e poi con un sistema di controlli che per l’ennesima volta ha fallito consentendo alle banche di vendere titoli rischiosi a risparmiatori prudenti. Ci sono procedure come la MiFID che dovrebbero evitare pratiche di questo tipo, ma evidentemente si è trattato di norme che non hanno cambiato nulla nella sostanza aggiungendo solo complicazioni burocratiche al processo di collocamento e negoziazione dei titoli.

Il cosiddetto Salvabanche del governo ha consentito di limitare i danni, non di salvare banche insalvabili. In tutto questo marasma generale, mi sembra assurdo che si sia puntato l’indice contro il governo, senza spendere nemmeno una parolina su Banca d’Italia e BCE. Mi sembra assurdo che si auspichi un salvataggio degli azionisti di banche gestite male, senza richiedere che invece sia sacrificata anche tutta la dirigenza che ha portato quelle banche al dissesto.

Intanto mentre ci appassioniamo a storie strazianti di provincia, le obbligazioni subordinate delle banche più fragili (MPS, popolari, etc.) oggi devono pagare rendimenti che del 9-10%, conto il 5-6% che pagavano prima del cosiddetto Salvabanche (altro che Salvabanche!).

Si prevede un 2016 di fuoco per il sistema bancario italiano…

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