Dany-Log

« | Home | »

Grosso grasso casino greco

Inserito da danybus | luglio 7, 2015

Il default della Grecia, anche dopo due programmi di assistenza per un ammontare complessivo di circa 240 miliardi di euro, è ormai un dato di fatto. Con l’arrivo di Syriza al governo e l’atteggiamento di scontro verso i creditori, il paese è ripiombato in recessione spegnendo quella flebile ripresa avviata nel 2014. Al di là di quello che leggerete sui giornali e dei mille summit che si terranno a Bruxelles, non c’è nessun programma di aiuto che possa salvare la Grecia dal default.

Un default della Grecia, d’altronde, non fa più paura all’Europa perché rispetto a quattro anni fa sono stati istituiti una serie di meccanismi per salvaguardare gli altri paesi da un possibile “effetto contagio”. La BCE è riuscita a sdoganare in Europa il quantitative easing consentendo agli stati di finanziarsi a basso costo (acquisto di titoli di stato da parte della banca centrale); c’è l’OMT (Outright monetary transaction) della BCE che permette alla banca centrale di acquistare titoli di stato illimitatamente in caso di attacco speculativo; c’è l’ESM e le passività delle banche verso la Grecia sono state ormai collettivizzate a livello europeo (una bella fregatura per l’Italia che non aveva banche esposte verso la Grecia e che ora ha un’esposizione di circa 40 miliardi attraverso il fondo salva stati europeo). Non è un caso che il mitico spread fra BTP e BUND si è mosso poco dopo il referendum con cui i greci hanno detto al programma di aiuti proposto dall’Europa (a 160 basis point è ancora la metà di quanto era due anni fa quando era stato ristrutturato il debito greco).

In pochi mesi la Grecia passerà dalla richiesta di aiuti finanziari alla richiesta di aiuti umanitari. L’Europa ci rimetterà un sacco di miliardi e dovrà spenderne ancora per evitare una tragedia alle proprie porte.

Ma il peggio deve ancora venire.

Già perché se l’attenzione mediatica è stata tutta rivolta sul debito pubblico e gli spread., pochi si sono preoccupati di approfondire le conseguenze sul sistema bancario europeo di quello che sta accadendo in Grecia. Quando si parla di sistema bancario, si parla dei conti correnti, della capacità di fare pagamenti, investimenti e di disporre dei propri risparmi. Si parla di quel sistema che nel 2008 è andato in tilt causando la più lunga delle recessioni perché era saltato un piccolo ingranaggio di nome Lehman Brothers.

Le banche greche hanno nei loro bilanci prestiti verso imprese greche e titoli di stato greci. E’ normale che in un contesto del genere in cui l’economia greca è in recessione da cinque anni e lo stato sull’orlo del default, queste banche non possano vendere agevolmente questi asset per far fronte alle normali richieste dei correntisti che vogliono prelevare soldi dalle banche. Se poi aggiungiamo il fatto che questi correntisti dopo l’ascesa di Tsipras al governo sono un po’ preoccupati per il futuro del paese (magari sono gli stessi che l’hanno votato, ma non fa niente) e che, per questo, i prelievi dai conti correnti si sono fatti più frequenti ed intensi, le banche hanno un bel problema di liquidità. Per fortuna, la BCE, come ogni banca centrale, garantisce liquidità alle banche dell’Euro fornendo delle linee di credito in cambio di asset a garanzia. Senza entrare troppo in tecnicismi, se una banca non vuole o non può vendere propri asset per far fronte alle richieste di liquidità della propria clientela, fornisce quegli asset in garanzia alla BCE che in cambio fornisce liquidità.

In questo modo alle banche viene garantita sempre la liquidità e chi lasica i proprio soldi sul proprio conto corrente può essere sicuro di poterli prelevare e usare per pagamenti quando vuole.

Una settimana fa la BCE ha deciso di non aumentare più una speciale linea di liquidità fornita al sistema bancario greco (la cosiddetta ELA – Emergency Liquidity Assistance) lasciandola ferma a 89 miliardi. In questo modo le banche greche non possono più far fronte a ulteriori richieste dei correntisti e il governo greco ne ha dovuto decretare la chiusura a tempo indefinito limitando inoltre i prelievi dai bancomat a 60 euro al giorno per conto corrente. Avete capito bene: un greco che aveva i risparmi di una vita in banca, non può disporne se non prelevando 60 euro al giorno.

E’ difficile capire se la mossa della BCE sia stata tecnica e politica. In teoria, la ELA può essere concessa solo a banche solvibili e la BCE deve aver considerato che in mancanza di un programma d’aiuti approvato dal governo greco, queste banche non lo fossero. In questo caso, tuttavia, avrebbe dovuto sospendere tout court la linea da 89 miliardi in essere. Lasciare la linea di credito attiva, senza aumentarla, ha l’aria di essere una decisione politica per spingere la Grecia ad accettare un programma d’aiuti con annesse riforme.

elaliq

Così facendo tuttavia, la BCE ha compromesso il suo ruolo di “lender of last resort”, di prestatore di ultima istanza, di garante del sistema bancario (che dovrebbe uno dei suoi obiettivi principali).La BCE è stata pronta a mandare in crisi il sistema bancario greco per tenere fermo un punto politico.

Se un correntista europeo perde la fiducia nella BCE, si potrebbe innescare la più mostruosa corsa allo sportello della storia. Il caso della Grecia ha dimostrato che se lo stato non è più solvibile, puoi dire addio ai soldi che hai messo in banca perché non è detto che la BCE sia disposta a garantire la liquidità al sistema bancario di quel paese (in Grecia non l’ha fatto). E allora perché dovrei tenere 1 milione di euro sul mio conto al Monte dei Paschi di Siena quando con un semplice bonifico a costi minimi posso trasferire tutto su Deutsche Bank oppure una banca svizzera? Basta un po’ di passa parola, basta che la maggior parte dei correntisti italiani si convinca di questo ed eccoti servita una crisi bancaria anche in Italia con annessi effetti recessivi. Sì, in teoria la Banca Centrale Europea dovrebbe garantire adeguata liquidità al sistema bancario italiano in caso di forti deflussi… Quello che non ha fatto in Grecia.

Draghi aveva detto che l’Euro è irreversibile e che avrebbe fatto “Whatever it takes” per salvarlo. Congelando la linea di liquidità alle banche greche ha perso di credibilità e quando un banchiere centrale perde credibilità, le cose si mettono male…

Commenti disabilitati su Grosso grasso casino greco

Share |

Comments are closed.