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10 km

Inserito da danybus | marzo 21, 2015

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La sveglia del telefono comincia a vibrare verso le sei del mattino. L’hai impostata la sera precedente con le migliori intenzioni, ma quando vibra in una stanza e in un mattino senza luce, le motivazioni del sonno hanno già avuto il sopravvento su quelle dello sport. Tendi l’orecchio verso l’esterno alla ricerca di un alibi dal cielo, ma è tutto silenzioso e fuori sembra sereno anche senza che sia sorto il sole.
In soggiorno ti aspetta tutto il necessario per correre che avevi diligentemente preparato la sera prima con la voglia di sentirti in forma, ma con la consapevolezza che rovistare nell’armadio, alle sei del mattino, avrebbe costituito un ostacolo sufficiente a farti desistere. Alle sei e un quarto sei ancora seduto sul divano a sfogliare il quotidiano con notevole anticipo su tutti: pensi che in fondo quell’ora strappata a Morfeo possa essere sfruttata per approfondire ciò che non avresti avuto il tempo di leggere durante la giornata, ma sai benissimo che l’approfondimento dell’attualità non è che una misera scusa in mancanza di quella pioggia provvidenziale che ti avrebbe consentito di tornartene a dormire senza l’onta e il peso dell’insuccesso.
Posi l’iPad con rassegnazione e fatalismo, infili le scarpe e prendi lo smartphone con Runtastic già pronto e quella playlist che avrebbe dovuto renderti invincibile. E’ gennaio, sono i cosiddetti giorni della Merla, e sai che fuori non ci saranno più di cinque gradi. Tutto il condominio sembra ancora assopito e ti dirigi verso il cancello con la circospezione e l’agilità di un ladro. Fuori, senza il traffico di macchine, anche la via più stretta sembra una pista d’atletica e Via Pò sembra un grande boulevard parigino. Senti l’aria pungerti dal freddo e vuoi correre per trovare un po’ di calore nel metabolismo, ma bisogna aspettare quei cinque secondi affinché Runtastic riesca a localizzarti sulla mappa attraverso la rete GPS per poter poi documentare questa prodezza mattutina. E’ tutto pronto… Via!

1 km) Si parte attraversando Via Pò per dirigersi verso l’ingresso del Parco Dei Daini, un parco quadrato all’interno di Villa Borghese dove fino all‘800 correvano Daini e Gazzelle, mentre oggi corrono i calciatori della domenica che ci organizzano partitine di calcio. Cerchi di prendere il ritmo sulle note di Enola Gay, ma la canzone è più lenta di quel che hai bisogno per scaldarti e così procedi con un ritmo tutto tuo. Arrivato all’ingresso del parco, ci sono ancora i lampioni accessi e un cielo blu notte. Finita Enola Gay parte About That Bass e dopo 1 minuto, Runtastic segna il primo chilometro completato con il tempo di 4 minuti e 50 secondi.

10868272_10153578894321040_1229694042941560415_n2 km) Sei gasato dalla canzone, hai ancora fiato e l’acido lattico non sai neanche cos’è. Pensi solo ad eguagliare quel tempo: se lo mantieni per 10 km riuscirai a fare 10 km in meno di 50 minuti. Mentre completi il giro del Parco Dei Daini ti scorrono accanto il retro della Galleria Borghese e la Fontana di Venere. Dentro la Galleria le luci sono accese illuminando una stanza piena di arte, mentre fuori è buio: c’è un intimità calda da museo segreto su cui ti riprometti di soffermarti più tardi e la Venere in mezzo alla fontana sembra infreddolita come te, oltre che pietrificata. Completi il primo giro del parco e parte I’m Too Sexy di Right Said Fred. Sei al secondo chilometro percorso con 10 secondi di ritardo rispetto al primo, con più fatica e meno fiato.

3 km) Cominci a fare calcoli mentali per capire quanto manca al traguardo dei 10km: cinque volte quello che hai fatto adesso. Ti sembra un’enormità e così provi a distrarti seguendo il testo della canzone per associazioni mentali, ma I’m too sexy fa venire in mente solo pensieri ridicoli mentre corri in pantaloncini. Arranchi in vista dei tre chilometri e finalmente si cambia canzone. Parte Heart of glass di Blondie mentre ripassi per la seconda volta davanti alla Galleria Borghese e alla Venere infreddolita in mezzo alla fontana. La luce del museo si è spenta. Senza che tu te ne sia accorto, il cielo si è tinto di un violetto chiaro e provi a farti coinvolgere dalla voce irresistibile di Blondie. Sei sorpreso da come i colori stiano cambiando intorno a te e decidi di fare un altro giro dello stesso parco per osservarlo cambiare sotto i tuoi occhi. Ti accorgi di non sentire più freddo e mentre le gambe continuano a macinare, la testa diventa un turbinio di pensieri (un’idea per qualcosa da scrivere; le cose da fare in giornata; quella persona da chiamare; la voglia di organizzare una serata; una persona che non sopporti; una a cui sei grato). Mentre corri col fiatone e il traguardo dei 10 km è ancora lontano, tutto il resto ti sembra incredibilmente vicino e a portata di mano.

1558443_10153620242736040_6319614853568044493_n4 km) Il sole spunta pallido dai pini di Villa Borghese e vuoi sbrigarti a vederlo bene prima che sorga del tutto. Intanto è partita Your love keeps lifting me higher and higher, polmoni e cuore si sono abituati al ritmo e improvvisamente quello che conta è arrivare al Pincio il prima possibile per vedersi Piazza del Popolo dall’alto con il sole alle spalle. Ti fai prendere dal ritmo di Jackie Wilson e sei euforico perché ti riconosci alla perfezione nel testo di quella canzone. Arrivato alla solita Galleria Borghese questa volta giri verso Piazza di Siena, incontri la fontana dei Cavalli Marini che in quest’ora del mattino dà il meglio di sé e prima ancora di arrivare a Piazza di Siena, Runtastic decreta la fine del quarto chilometro con un tempo leggermente migliore del precedente.

405398_10150698074496040_1889011095_n5 km) Parte Face to Face dei The Twins e con gli anni ’80 in cuffia affronti il lungo rettilineo che ti porterà fino al Pincio. Per strada si comincia a vedere qualche patito di jogging con cui scambi sguardi di rispetto e complicità ma sempre restando concentrato sull’obiettivo: la vista dal Pincio con l’alba alle spalle. La testa frulla sempre di più e ti ritornano in mente i momenti passati a Villa Borghese quando avevi appena imparato ad andare in bicicletta o quando ti portavano a vedere il teatro delle marionette. Ti stupisci di come tutto ciò possa essere allo stesso tempo così diverso e così evocativo. Hai finito il quinto chilometro e sei solo a metà strada, ma per 10 secondi ti fermi a vedere in che razza di posto sei arrivato: Piazza del Popolo è vuota e il sole colora di rosa una skyline ancora in dormiveglia.

6 km) Si ritorna verso il parco dei Daini ascoltando Gli Spari Sopra di Vasco Rossi. L’aggressività della canzone ti entra dentro e non vedi l’ora di arrivare a casa per affrontare la giornata. Non pensi che sarà faticoso ripetere lo sforzo fatto finora e tutto sembra in discesa anche se è in salita. Le endorfine cominciano a darti alla testa e quasi ti viene voglia di saltellare al ritmo di Vasco Rossi. Arrivato di nuovo a Piazza di Siena ti soffermi per fare un giro del galoppatoio e terminare così il sesto km con un tempo intorno ai 5 min.

11082646_10153715157371040_2494708276175796931_n7 km) Adesso non pensi più a quanto sia difficile raggiungere l’obiettivo dei 10 km, ma pensi solo a come farlo nel più breve tempo possibile, a come battere il tempo precedente. Senti le gambe contratte e affaticate ma spingi sempre di più mentre comincia a suonare Modern Love di David Bowie. Ti soffermi sulla parte del testo che dice “but I try”, ti sembra che la musica stia parlando con te e decidi di fare il giro del laghetto di villa borghese prima di tornare al Parco dei Daini. Intanto è giorno, non hai più freddo, ma non ci fai neanche caso. Il laghetto è calmo, le barche sono a riposo e una luce sempre più intensa illumina il tempio di Esculapio sul finire del settimo chilometro.

8 km) Parte Do ya think I’m Sexy di Rod Stewart e le endorfine ti fanno sembrare la situazione meno ridicola rispetto a quando suonava I’m too Sexy dopo il secondo chilometro. Ti dirigi verso il parco dei Daini ripassando davanti alla fontana dei Cavalli Marini. Il rettilineo che porta di fronte alla galleria borghese è in salita e la stanchezza si sente tutta. Arrivi in cima col fiatone sperando di aver raggiunto gli 8 km, sbirci su Runtastic e ti accorgi che mancano ancora 200 metri, ma cosa importa visto che in realtà devi farne 2200 di metri per arrivare all’obiettivo? E intanto rieccoti al Parco dei Daini.

9 km) Un giro completo di Parco per un altro chilometro e poi con il tragitto per arrivare a casa sei arrivato a 10km. Parte Blue Monday dei New Order. Sei sempre più stanco, ma l’obiettivo più vicino ti fa sentire le gambe più leggere. Il Parco dei Daini si è animato di gente, si sentono i rumori del traffico di via di Porta Pinciana, non c’è più il fascino di prima ad accompagnarti, ma c’è un mondo fuori che si è già messo in moto e che ti fa andare di fretta. Riordini le cose da fare nella giornata e spingi sempre più forte con le gambe, tanto sei quasi arrivato e puoi anche esaurire le ultime energie. Neanche te ne accorgi e il nono km è già finito con ottimo tempo. Sei a 47 minuti complessivi e manca solo un km.

10 km) Fuori dal Parco dei Daini Via Po’ è già moderatamente trafficata. Non sembra più un boulevard. Sono quasi le 7:30 e la gente guarda con curiosità te che corri a casa vestito in pantaloncini e maglietta mentre loro stanno andando a lavoro. L’ultima canzone per tornare è You Spin Me Round dei Dead Or Alive. Pensi di riuscire a percorrere quell’ultimo km prima della fine di quella canzone, o almeno ci provi (in realtà non ce la farai e dopo partirà Walk like an Egyptian). Pensi a come inizierai la giornata anche se hai già iniziato da un’ora. Pensi di essere stato troppo solo e non vedi l’ora di condividere le immagini e le sensazioni di questi
10 km. Pensi che magari un giorno ne scriverai un post noiosissimo, ma per il momento ti limiterai a mettere un post di Runstastic su Facebook e qualche foto. A casa si sente l’odore del caffè che viene dalla porta del vicino e cerchi di inalarlo il più possibile per recuperare energia. Ti senti invincibile, pensi di poter fare tranquillamente altri 10 km, ma il tuo lavoro ti eviterà di confrontarti con la realtà dell’acido lattico.
Sotto la doccia sei ancora un po’ su di giri per le endorfine, la pigrizia della sveglia è lontana 10 km e ancora prima di vestirti per lavorare pensi che sarà una bellissima giornata, perché è bello cominciare con un obiettivo raggiunto contando solo sulle tue gambe.

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