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The Rai Way and the right way

Inserito da danybus | febbraio 27, 2015

raiway

Quando ci sono in ballo questioni in cui capitalismo e cosa pubblica vengono a contatto, la politica prende sempre il sopravvento dimenticando che, anche nel perseguire l’interesse del pubblico, lo Stato, come azionista di un’azienda, non dovrebbe mai prescindere dalle logiche industriali.

Con Rai Way siamo alle solite e la politica è arrivata a tirare in ballo il Patto del Nazzareno anche su questo tema.

Ei Towers, controllata al 40% da Mediaset, ha lanciato un’offerta pubblica d’acquisto e scambio su Rai Way valutandola 4,5 euro. L’operazione ha molto senso industriale in quanto il sistema di diffusione del segnale televisivo italiano sconta inefficienze dovute alla presenza di due reti per la copertura dello stesso segnale sulle stesse aree geografiche. Non sono un esperto del settore e non sono entrato molto nei numeri, ma non ci vuole un genio a capire quanta convenienza avrebbe Ei Towers a prendersi Rai Way. Agli azionisti di Rai Way, Ei Towers offre 3,13 euro in denaro e 1,37 euro in azioni Ei Towers (un’azione Ei Towers vale sui 49 euro). La RAI, azionista al 65% di Rai Way, riceverebbe quindi 553 milioni in contanti (azzerando il proprio debito) e diventerebbe azionista al 15% della nuova entità (Mediaset invece ne deterrebbe il 31%).

Il Governo ha ribadito che, come impone anche il decreto con cui è stata approvata la quotazione di Rai Way, non vuole/può far scendere la RAI sotto il 51% di Rai Way. La Rai si è affrettata a dichiarare l’Opas come ostile e le opposizioni hanno gridato allo scandalo, come se fosse un reato fare un’offerta pubblica d’acquisto su una società quotata di cui lo stato detiene la maggioranza.

Nessuno si è fermato a considerare gli aspetti industriali.

In un paese normale, con un mercato normale, l’azionista di Rai Way di sarebbe fermato a fare queste considerazioni.

Vogliamo che l’infrastruttura di trasmissione del segnale televisivo resti in mano pubblica? Sì? Ok.
E’ conveniente gestirlo con due reti parallele? No. Ok.
Quanto si potrebbe guadagnare accorpando le due reti? Molto, creando anche una rete più efficiente.
Possiamo accorpare le due infrastrutture mantenendo il 51% in mano pubblica?

Vediamo un po’…

EiTowers vale 900 milioni.
Posso offrire agli azionisti un premio del 10%, lanciando un’opas a 54 euro per ogni azione Ei Towers. Pagando 40 euro cash e 14 euro emettendo nuove azioni di Rai Way.
La componente cash dell’offerta verrebbe a costare 810 mln di euro, cifra che Rai Way potrebbe finanziare ricorrendo all’indebitamento (la nuova entità avrebbe un ebitda di 200 mln senza contare le sinergie).
Alla fine ci sarebbe un’unica infrastruttura efficiente per la trasmissione del segnale di cui la RAI (e quindi lo stato) deterrebbe il 51% e Mediaset l’8%.
Mediaset potrebbe anche rifiutarsi di vendere la suo quota in Ei Towers, ma bisogna ricordare che Mediaset non ha la maggioranza di Ei Towers, per cui Rai Way potrebbe sottrargliela in qualsiasi momento rilanciando e invogliando gli altri azionisti, cosa che Ei Towers, invece non può fare con Rai Way, che è saldamente in mano alla Rai e allo stato che ne detengono il 65%.

Insomma, c’è molto valore da tirar fuori grazie a un’operazione a cui Ei Towers ha pensato prima di Rai Way. Rai Way ha un grande vantaggio dato da un indebitamento più contenuto di Ei Towers e un azionista saldamente in maggioranza. Quell’azionista, potrebbe sottrarre l’infrastruttura a Mediaset e appropriarsi di quei vantaggi andando al rilancio come si farebbe in un normale mercato dei capitali.

Il problema è che quell’azionista è lo stato… Per cui rimarremo a parlare di scandali e Patti del Nazzareno anziché fare due conti su un foglio Excel.

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