Houellebecq e l’Islam al potere

houelleL’ultimo numero di Charlie Hebdo pubblicato prima dell’attentato alla sua redazione raffigurava una vignetta di Houellebecq travestito da frate indovino intento a profetizzare una sua adesione all’Islam. E proprio nel giorno in cui la Francia è stata scossa dagli attentati alla redazione di Charlie Hebdo e al supermercato Cacher, è uscito nelle librerie francesi Sottomissione, l’ultimo romanzo dell’autore francese che racconta un futuribile 2022 in cui un partito di stampo musulmano riesce a vincere le presidenziali in Francia. Houellebecq e il suo editore (Flammarion) non potevano desiderare una campagna di marketing più macabra e efficace. Vittima di questo triste marketing degli eventi, mi sono letto il libro in una settimana per capire se Houellebecq si fosse lanciato in una sorta di profezia anti-islam per risvegliare l’orgoglio gallico o se, invece, il suo romanzo offrisse spunti più interessanti. Fortunatamente, Sottomissione rientra nel secondo caso.

E’ il primo romanzo di Houellebecq che leggo e devo dire che la sua prosa non mi ha colpito particolarmente: piatta, asciutta e svelta. Anche i personaggi del romanzo non hanno una particolare profondità e sono o troppo caricaturati o insignificanti. Tuttavia, Sottomissione è un romanzo interessante perché analizza in modo accurato e per niente banale alcune dinamiche della vita politica e culturale francese grazie a un fast forward che non cade nell’inganno dell’assurdo. Ci ho trovato spunti interessanti che riporto qui a caldo.

1) Con un presidenzialismo forte e una vocazione maggioritaria a doppio turno, il sistema elettorale francese si ritrova nel 2022 ad essere vittima di una diversa polarizzazione della vita politica. Alla normale alternanza tra Centro-destra e Centro-sinistra, si sostituisce un’alternanza tra il Centro-Sinistra del Partito Socialista e l’anti-politica del Front Nationale, con quest’ultimo partito regolarmente sconfitto al secondo turno. In questo contesto nasce un partito a vocazione musulmana (La Fraternité Musulmane) che cerca di raccogliere i voti di una popolazione musulmana sempre più rilevante . Nel 2022, la Fraternité Musulmane, forte di trend demografici molto favorevoli e di una crescente disaffezione verso la politica, riesce ad accedere al secondo turno con il 23% dei voti contro il Front Nationale (Il Partito Socialista al 22% il Front National al 20%, l’UMP al 15% e il resto a diversi partitini minori). Al secondo turno i francesi si ritrovano orfani di un partito tradizionale e devono scegliere fra l’estremismo di destra di Marine Le Pen (che minaccia di far uscire la Francia dall’Unione Europea e dall’euro) o eleggere il primo presidente musulmano nella storia di Francia. UMP e Partito Socialista alla fine si accorderanno con la Fraternité Musulmane spingendo il proprio elettorato ad eleggere Ben Abbes come primo presidente della Repubblica Francese.
Più tardi spiego come Houellebecq ha immaginato nel suo romanzo le conseguenze di un tale evento. E’ interessante intanto soffermarci sui rischi di un sistema elettorale non più aderente alla realtà politica dilaniata dall’antipolitica. In Francia il Partito Socialista si sta godendo una situazione ideale in cui l’UMP è stato ridotto all’irrilevanza dal Front Nationale e il doppio turno garantisce al Partito Socialista una governabilità assicurata. Houellebecq mette in evidenza come la mancanza di un’alternanza fra centrodestra e centrosinistra generi un bipolarismo ben più pericoloso in cui sguazzano partiti anticonformisti. In Italia si sta sviluppando una situazione simile con Forza Italia ridotta a brandelli dalla parabola discendente di Berlusconi e un PD che si appresta a votare una legge elettorale a forte vocazione maggioritaria. E’ difficile ipotizzare l’ascesa di un partito islamico in Italia, ma non è impossibile immaginare l’ascesa al potere di una forza ugualmente dirompente che sfrutta le falle di un sistema maggioritario concepito per il bipolarismo in una realtà in cui non c’è più l’alternanza fra destra e sinistra. Un nuovo partito fascista guidato dalla Lega? Una secessione? L’anarchia dei Cinque Stelle al governo? Un colpo di stato? Un partito islamico in un paese laico come la Francia sarebbe uno choc, eppure sembra uno scenario del tutto ipotizzabile in un futuro prossimo se il sistema elettorale francese resta così com’è: maggioritario e senza centro destra. In Italia si sta delineando proprio lo stesso scenario foriero di eventi estremi ma futuribili.

2) L’Islam di Ben Abbes viene presentato come un Islam moderato. In Francia non viene applicata la Sharia e non vengono messe in discussione né la laicità dello stato né la libertà di religione. Tuttavia l’istruzione viene cambiata radicalmente grazie a politiche che liberalizzano totalmente le sovvenzioni agli istituti privati religiosi (anche cattolici) equiparandoli del tutto a quelle di stato. Grazie ai fondi provenienti dall’Arabia Saudita, in breve tempo le migliori scuole diventano quelle religiose ed è lì che andranno ad insegnare i migliori accademici. E’ lì che si formeranno le élite e nel giro di pochi anni fioccano conversioni di convenienza. I costumi si adattano, ma senza imposizioni di forza. L’Islam trova terreno fertile in una società laica che ha bisogno di una bussola e lo fa senza un particolare choc. Diminuisce la criminalità e diminuisce la disoccupazione grazie all’uscita delle donne dal mondo del lavoro, che vengono incentivate ad occuparsi della famiglia attraverso assegni familiari molto generosi. Viene permessa persino la poligamia permettendo a uomini con redditi più elevati di mantenere un numero maggiore di donne scoraggiate ad entrare nel mondo del lavoro.
Come detto prima, è difficile immaginare uno scenario di islamizzazione dell’Italia, ma è molto interessante vedere come una religione possa imporsi nel tessuto sociale attraverso la politica economica e l’istruzione. Quello che l’Islam al potere immaginato da Houellebecq fa nella Francia del 2022 è esattamente quello che ha fatto il cattolicesimo in Italia negli ultimi 70 anni con risultati alterni.

3) E’ interessante vedere anche i risvolti in politica estera di una islamizzazione della Francia. Ben Abbes riesce a proporre un allargamento a Sud dell’Unione Europea spingendosi ad includere paesi come Marocco, Tunisia, Algeria ed Egitto. Lo scopo è quello si spostare il baricentro dell’Unione Europea, proponendo persino Roma come sede delle istituzione europee. E’ una politica che non viene attuata in contrasto con gli altri partner europei, ma che invece viene accolta come un efficace mezzo di politica estera per pacificare quelle zone ed evitare lo scontro culturale. Ancora una volta, il tutto si realizza grazie a un Islam moderato aiutato dalle sovvenzioni che arrivano dalla cosiddette petromonarchie che si contendono l’egemonia culturale sull’Europa (Qatar e Arabia Saudita).

4) Houellebecq è bravo a dipingere un Islam moderato in grado di unificare la Francia e l’Europa come non mai e tuttavia a instaurare nel lettore un forte senso di inquietudine per il forte cambiamento e la perdita delle radici laiche e cristiane in uno stato come la Francia. Non è un romanzo contro l’Islam, anzi: mostra come un Islam moderato sia inquadrabile all’interno di una grande democrazia occidentale. E’ invece un romanzo che fa riflettere su come un certo lassismo culturale e una certa apatia nel dibattito politico possano portare a rapidi stravolgimenti nel tessuto sociale di un paese lasciando il campo libero a ideologie forti.

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