Mangiare con la democrazia

10417699_10152778399497741_5056084566990318552_nIeri una delegazione commerciale del governo cinese si trovava ad Hong Kong nel bel mezzo di un’imponente manifestazione di giovani che da settimane chiedono un vero sistema elettorale a suffragio universale. Attualmente Hong Kong gode di un particolare status detto “uno stato due sistemi” – Mainland Cina e Hong Kong – per il quale HK è considerato territorio della Cina, ma gode di un’economia più aperta (hanno un sistema monetario diverso dalla Cina) e di maggiori libertà (non c’è la censura di internet ad esempio), seppur sotto il controllo cinese.

I cinesi della delegazione commerciale erano sorpresi di vedere tanta gente manifestare per le strade, tanto che il rappresentante del governo si è ritrovato a dover spiegare loro la situazione con queste parole:

“E’ sorprendente che gli abitanti di Hong Kong riescano ad organizzare una protesta così ordinata, pacifica e autodisciplinata per la democrazia. In Cina non potrà mai succedere perché i cinesi della Mainland sono interessati solo a fare soldi ed entrare a far parte dell’apparato statale. Direbbero che la democrazia non porta da mangiare a casa”

Quella di Hong Kong è una situazione che fa riflettere perché mette a confronto due popolazioni con radici culturali comuni (ad Hong Kong oltre il 90% della popolazione è cinese), ma cresciute in contesti economici diversissimi. Il capitalismo costante a Hong Kong, sviluppatosi sotto il controllo britannico fino al 1997 e preservato dalla Cina dopo la restituzione del 1997 con il sistema “uno stato due sistemi”, ha consentito ad Hong Kong di avere benessere diffuso e crescita economica quasi costante. Il comunismo in Mainland Cina e la svolta capitalistica “controllata” dell’ultimo decennio hanno causato prima una povertà diffusa per poi portare a una crescita economica rampante, disordinata e disuguale.

Ad Hong Kong la gente chiede la democrazia con maturità, perché c’è una classe media pronta alla democrazia, perché non ha bisogno di sgomitare per entrare in un posto di governo e corrompere potenti. In Cina, parafrasando quello che diceva il capo della delegazione cinese ad Hong Kong, alla gente “non gliene pò frega’ de meno” della democrazia. Deve pensare a come fare soldi e per farlo scende a ogni compromesso.

Viene da pensare che la democrazia non si esporta, non si impone con le armi e non si promuove culturalmente con qualche pamphlet ben scritto. L’unico modo è creare un classe media diffusa che possa realmente prosperare nella democrazia. E ahimè, in un Italia in cui la classe media si sta estinguendo vedo sempre più comportamenti simili a quelli della Mainland Cina e sempre meno proteste mature come quella di Hong Kong.

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