Le pulci di Gotham City

powLeggendo notizie sull’andamento di titoli azionari, non è raro imbattersi nel parere dei cosiddetti “analisti”. Non sono né freudiani, né junghiani, ma ricoprono comunque un ruolo importante nello spiegare con razionalità le reazioni più emotive dei mercati finanziari. Il loro pane quotidiano sono le stime sugli utili delle aziende, le prospettive di mercato, la crescita economica, il posizionamento competitivo, i multipli di mercato: tutta una serie di numeri per spiegare un’intuizione o il comportamento più avido di una massa indistinta di investitori mossi al richiamo di “Strong Buy” e “Strong Sell”.

Scherzi a parte, gli analisti finanziari hanno (o dovrebbero avere) un ruolo importante nell’orientare le scelte di investimento degli investitori professionali e, indirettamente, dei piccoli risparmiatori. Anche il più scafato ed esperto dei gestori di patrimoni non potrebbe stare appresso a tutte le società del mondo di ogni settore. Per questo si ricorre ad analisti finanziari specializzati (ognuno in diversi settori, ognuno in diverse geografie) che hanno il compito di compilare ricerche e pareri sui titoli azionari per conto delle banche d’affari più blasonate. Solitamente i loro report di mercato sono pagati profumatamente dagli investitori professionali e, a volte, la semplice notizia di un report positivo su un titolo o di un nuovo “target price” è in grado di influenzare le quotazione del titolo coinvolto. Insomma, gli analisti finanziari sono quelli che dovrebbero sapere tutto su una società. Sono quelli che “fanno le pulci”.

I loro “target price” delle azioni a volte si verificano, a volte no, ma in ogni caso i loro “report” sono molto circostanziati nello spiegare perché sono state disattese le loro previsioni. Eppure, ce ne fosse uno che aveva previsto il crollo di Lehman Brothers. Eppure ce ne fosse uno che si era accorto dei conti truccati di Parmalat ed Enron. Una previsione più o meno corretta fa parte dell’imprevedibilità e dell’alea insita nei mercati finanziari, ma vale la pena seguire o – peggio – pagare questi analisti finanziari se non riescono a tenerci alla larga da crack tanto importanti? A loro discolpa gli analisti dicono di lavorare con i dati forniti dalle società e certificati dai revisori: se questi sono manifestamente falsi, loro non ci possono fare niente.

E’ effettivamente così?

Un gruppo di analisti indipendenti e un po’ carbonari capitanati da Daniel Yu ha avviato su internet una piccola iniziativa di ricerca chiamata “Gotham City Research” che si propone di smascherare le frodi finanziarie analizzando attivamente i dati. I ragazzi di Gotham City Research sono saliti agli onori della cronaca per un report molto preoccupante su Gowex, una società spagnola che offre servizi di connettività in WiFi in diverse metropoli e che fino a poco tempo fa capitalizzava circa 2 miliardi di euro (era prossimo a entrare nell’IBEX, l’indice delle società spagnole a maggiore capitalizzazione). Gotham City Research si è accorta che quasi tutti i ricavi di Gowex erano truccati grazie a operazioni fittizie con parti correlate e riconducibili allo stesso azionista. Come se ne sono accorti? Quale investigazioni avranno portato avanti per accorgersi di questo mentre tutta la comunità finanziaria continuava a scambiare azioni Gowex facendole salire del 900% in un anno valutando la società 2 miliardi di euro? Prima Gotham City Research si è insospettito vedendo che la società aveva troppi pochi dipendenti rispetto al suo fatturato. Poi è andata a controllare se fosse disponibile il numero degli hotspot gestiti dalla società e si sono accorti che questo era un dato non comunicato al mercato nei report standard (come se una società di supermercati non dicesse quanti punti vendita ha), ma solo tramite dichiarazioni ufficiose e contraddittorie. Quindi hanno utilizzato uno strumento di analisi potentissimo chiamato Google e hanno notato che la società non aveva rinnovato molti dei suoi domini registrati e che il suo sito internet non veniva aggiornato da due anni! Per esser proprio sicuri di non sbagliare, hanno speso 10 euro per una visura camerale in Spagna sui maggiori clienti e fornitori di Gowex e si sono resi conto che erano tutte società dove compariva in qualche modo (come socio o come amministratore) il fondatore stesso di Gowex.

A questo punto Gotham City Research ha pubblicato un bel report di un centinaio di pagine in cui spiegavano filo e per segno tutte queste magagne emettendo un target price sulle azioni di Gowex piuttosto lugubre: “0,00”. Dopo la diffusione del rapporto, il fondatore ha confessato, il titolo è crollato puntualmente fino a zero e la società è entrata in una procedura fallimentare.

Quelli di Gotham City Research ammettono di aver venduto allo scoperto il titolo prima di aver pubblicato il report guadagnando di fatto una barca di soldi (circa 60 milioni di dollari, dice Forbes). Dovremmo biasimarli? Dovremmo parlare di aggiotaggio? In fondo lavorando gratis hanno aiutato il mercato a scoprire una frode finanziaria lì dove altri analisti finanziari ben pagati (per non parlare delle autorità di controllo) hanno fallito miseramente. Sono forse migliori i sistemi in cui le banche d’affari e gli analisti finanziari non possono investire nei titoli su cui effettuano ricerche mettendo in piedi i cosiddetti Chinese Walls? Quanto saranno motivati questi analisti a effettuare un’analisi dei dati veramente buona? Se gli analisti finanziari che seguivano Parmalat avessero investito 10.000 euro per ogni report positivo pubblicato sul titolo, forse non avrebbero approfondito meglio il motivo per cui Parmalat continuava a pagare oneri finanziari molto alti a fronte di una indebitamento che la società sosteneva fosse ridotto (è famosa la storia di un conto corrente finto da 3 miliardi pubblicato in bilancio)? E che dire di quelli di Enron che non si sono mai presi la briga di controllare i bilanci delle società “fuori bilancio” detenute da Enron?

La comunità finanziaria si è affrettata a snobbare il fenomeno Gotham City Research declassando i suoi associati a pirati e speculatori al ribasso, ma forse sarebbe il caso di trarre qualche lezione da questa esperienza e da come, in generale, internet e i social network stiano rivoluzionando anche un mondo rigido e ovattato come quello dei mercati finanziari. Gotham City Research ci insegna in primo luogo che oggi anche un investitore piccolo, collaborando con altri investitori e mettendo a fattor comune strumenti di ricerca accessibili a tutti, può reperire informazioni non meno importanti di quelle di cui dispongono revisori dei conti e analisti finanziari. In secondo luogo le analisi di Gotham City ci fanno capire come sia importante associare all’analisi finanziaria una corretta due diligence su elementi fattuali e qualitativi. Va bene leggere il conto economico e lo stato patrimoniale di una società, ma spulciare le recensioni dei suoi prodotti su internet o il curriculum dei suoi uomini chiave su Linkedin è altrettanto importante e può aiutare a scoprire criticità che un semplice bilancio nasconde bene dietro a numeri a cui crediamo ciecamente con l’alibi della revisione contabile. Altra importante conclusione che possiamo trarre dall’esperienza di Gotham City è che i mercati non sono affatto razionali (ma questo lo sapevamo già). Siamo portati a pensare che il prezzo di un’azione sia la sintesi perfetta di domanda e offerta e di tutte le informazioni disponibili a venditori e acquirenti (che mi importa di informarmi sulle notizie di Yoox e sui suoi bilanci; se il mercato lo valuta 200 volte l’utile netto di quest’anno ci sarà un motivo). Facendo tutti questo tipo di ragionamento, nessuno controlla più le informazioni e il prezzo diventa la sintesi di tendenze e convinzioni, non più di informazioni reali. Questo è quello che è accaduto con le azioni Gowex (e con tante altre).

Ora non dico che il modello di Gotham City sia massimamente cristallino ed esente da pericoli. C’è sempre il rischio che chi sia dietro Gotham City possa approfittare di questa notorietà e speculare al ribasso su azioni, emettere report non più così accurati e minare la fiducia dei mercati. E’ bene evitare uno scenario del genere, ma la via giusta per farlo non è certo quella di mettere al bando e stigmatizzare Gotham City Research. Al contrario, bisognerebbe favorire la nascita di altre iniziative simili per creare un sistema di pesi e contrappesi.

Analisi finanziarie più accurate da parte di chi è pagato per farlo ed è inserito nei circuiti ufficiali non guasterebbero ovviamente.

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