Nessun posto è come un albergo

Gli alberghi sono organizzazioni in cui tutte le risorse sono concentrate verso la realizzazione di un paradosso: far sentire a casa chi per un motivo o per l’altro sta evadendo da casa (vuoi per lavoro, vuoi per piacere). Se Dorothy sbattendo i tacchi delle scarpette rosse diceva “There’s no place like home” è perché in una casa l’abitante definisce l’habitat e nessun altro posto che non sia stato vissuto ed abitato da lui potrà essere come casa. Comfort, lusso e stelle, possono rendere più piacevoli quei domicili temporari chiamati alberghi, ma bastano qualche ora e una notte per far sopraggiungere una sensazione di alienazione a quella di benessere. L’aspetto curioso di tutto ciò, è che nello sforzo di adattarsi all’esigenze di ciascuno dei propri visitatori, tutti gli alberghi, di qualunque parte del mondo e categoria, si sono appiattati su pratiche comuni e consolidate che ad un certo momento, forse, sembravano anche trovate geniali, ma che, praticate su larga scale e con il passare del tempo, contribuiscono a quel generale senso di alienazione, dando alla camera d’albergo un tratto distintivo anodino e lontano anni luce dal concetto di accoglienza.

save-our-planetOgni albergo ama il pianeta. Ci avete fatto caso? In bagno c’è sempre un cartello che spiega come le sorti della Terra dipendano dalla quantità di detersivo utilizzato per lavare gli asciugamani. Veniamo quindi invitati a gettarli per terra o nella vasca se vogliamo farli cambiare o a riordinarli se vogliamo riutilizzarli contribuendo alla salvaguardia della Madre Terra. Sembra una cosa carina la prima volta che la leggi, ma quando la leggi in tutti gli alberghi del pianeta ti chiedi come abbia preso piede questa usanza di buttare gli asciugamani nella vasca anziché in una cesta dei panni sporchi. E poi, non prendiamoci in giro, nel risparmiare detersivo e nel chiederci un gesto esplicito per segnalare che vogliamo degli asciugamani puliti, i manager degli alberghi hanno a cuore la Terra meno di quanto siano interessati a risparmiare sui costi della lavanderia.

51000_50674_29036_54116327_thumbRestando sempre in bagno, avrete notato la presa elettrica “shavers only”. C’è una presa elettrica stranissima in grado di adattarsi a tutti gli apparecchi del mondo, una gran comodità se viaggi da un capo all’altro del mondo dimenticando gli adattatori di corrente, ma poi ti dicono che puoi attaccarci solo il rasoio. Ho scoperto che questo tipo di presa è stata concepita specialmente per gli alberghi per erogare energia a bassa potenza ed evitare così possibili incidenti con l’elettricità in un posto in cui è presente anche acqua corrente. Nonostante l’indicazione “shavers only” potete attaccarci benissimo anche un caricabatterie che non richiede grande potenza, ma non un asciugacapelli. Anche questa sembra una buona idea, ma poi ti chiedi come mai ce l’abbiano tutti gli alberghi, come mai scrivano “shavers only” senza dire che puoi metterci anche un caricabatterie e come mai, in fondo, in casa nostra, attacchiamo gli apparecchi elettrici che vogliamo alle prese del bagno.

phon1Magari ti chiedi, se non li hai ancora persi, dove puoi asciugare i capelli dopo la doccia. E qui viene il punto dolente. Se siete in una struttura di certo livello che evita di farvi trovare una roba con un tubo di plastica che fa somigliare il bagno a uno spogliatoio di una palestra, troverete di solito un phon nascosto in un punto impensabile attaccato a una presa inaccessibile (per evitare furti) e con un filo cortissimo che ci costringerà a torsioni e acrobazie di ogni tipo per asciugarvi i capelli. Dovrete anche essere dotati di molta pazienza visto che di solito la potenza di questi apparecchi è bassina per quanto alto sia il livello di lusso della struttura che vi ospita. Se siete stati abbastanza furbi da esservi portati il vostro phon a 2200W di potenza in casa, sappiate che in bagno non troverete una presa in grado di erogare tale potenza (shavers only, ricordate?) e che sarete costretti a perlustrare la camera in cerca di una presa, staccando probabilmente il televisore.

A proposito di prese… Non sono mai abbastanza in una camera e a nessuno è venuto in mente di mettere delle prese USB a muto o vicino al comodino per consentire una ricarica rapida e agevole dei cellulari. In compenso c’è l’immancabile Minibar: sembra lo zenith di qualsiasi comfort, poi lo apri e ti chiedi se davvero il viaggiatore tipo mangi e beva tutta quella quantità di schifezze. Il Toblerone, come nel duty free, non manca mai. Quante volte lo mangiate a casa? Per non parlare delle boccette di Vodka e Gin che saranno anche carine, ma poi ti chiedi: possibile che ai tempi dello slow food e del mangiare sano non si trovi mai nel minibar, che so, un po’ di salmone, del formaggio, o della frutta? Se tenessi il frigorifero di casa come il minibar di una comune camera di albergo, probabilmente mi resterebbero non più di cinque anni di vita.

Non so se avete mai provato ad accendere il televisore in un albergo. Probabilmente avrete avuto meglio da fare che vedere la televisione, ma solitamente i televisori sono dotati si software evoluti che ti danno il benvenuto in camera e ti permettono di navigare tra diverse opzioni, oltre che ad acquistare contenuti in pay per view. Quanto sarà costato questo sistema anacronistico per farci sentire più a casa con un televisore che non sappiamo far funzionare? Poi magari, però, ti fanno pagare il wifi in camera, oppure, ti costringono ad andare nella hall perché la copertura dell’intero albergo costava troppo.

2579Ciò che, però, negli alberghi avviene in maniera molto diversa rispetto a casa è la colazione. Tutto in un albergo ruota intorno alla colazione. E’ compresa o non è compresa? Questa è la più importante delle domande. E poi quando sei lì vedi macchinari mai visti: tostapane avveniristi che fanno scorrere il pane in una sorta di tapis-roulant infuocato. Cuociuova di cui non conoscevi neanche l’esistenza (gli albergatori hanno fanno ipotesi sul consumo di uova a colazione un po’ simili a quelle con cui scelgono l’assortimento del minibar). Ci sono mille varietà di succhi di frutta, yogurt, cereali – mi è capitato più di una volta di trovare dello champagne! – ma se chiedi un bicchiere d’acqua è un’impresa trovare acqua minerale a colazione ed è impossibile avere un espresso buono come al bar. La colazione in albergo porta in sé la solennità e la mondanità di un aperitivo – è sempre uguale dappertutto – e non riesce a darti mai né il tepore di un avvio di giornata sonnecchiante in casa, né la sbrigativa efficienza di una colazione al bancone di un bar.

Da ultimo c’è quella fantastica invenzione del cartellino da appendere alla maniglia della porta. Non disturbare. Da solo riesce a redimere tutta l’industria dell’accoglienza: lo metti fuori dalla porta e hai la certezza di essere in un mondo tuo protetto da tante cose strambe (anche se poi entrando in camera dovrai capire come abbassare l’aria condizionata e come staccare le grucce con sistema antifurto a incastro).

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