Quenelle canaille

Oggi in Francia i prefetti di diverse città hanno vietato che si tengano gli spettacoli del comico Dieudonné. Anche a Parigi si discute su un possibile divieto.

Dieudonné chi?
Dieudonné M’bala M’bala.
M’bala che? M’bala M’bala.

Solo il cognome da Zulù fa venire da ridere. Con quell’allure da scimmione sembra più un personaggio da circo che da teatro, nondimeno il signor M’bala M’bala ha provato più volte a sfondare nel mondo dello show-business. Ci ha provato per la prima volta insieme a un ebreo di nome Elie Simoun: pare che formassero un duetto molto simpatico su alcuni stereotipi razziali, eppure, contro ogni stereotipo, a fare “il rabbino” era M’bala M’bala che gestiva le finanze degli spettacoli trattenendo per sé qualcosa in più del dovuto. Per motivi di soldi, manco a dirlo, i due si separarono. E questo non sorprende visto che ad oggi il signor M’bala M’bala deve al fisco francese circa 900.000 euro per imposte non versate. Nel 1997, M’bala M’bala tentò anche la carriera politica con una piccola lista antirazzista schierata contro il Front National di Le Pen, ma oggi M’bala M’bala si è riconciliato con Le Pen. Il sodalizio con Le Pen è tanto forte che il padre fondatore del Front National è anche il padrino delle figlie di M’bala M’bala, figlie a cui il comico francese si vanta di aver strappato le pagine dei loro libri di storia dedicate alll’olocausto (magari affinché la sua prole possa avere una buona opinione di lui vedendolo canticchiare Shoa-Ananas mentre sculetta come un orango).

M’bala M’bala, senza il suo compagno di merende Elie Semoun, si ritrovò dunque a corto di materiale. Scelse di riciclare sempre lo stesso materiale raccogliticcio dalla rete su complottismo, odio e politica dell’antipolitica. Quelle cose che quando le leggi su internet ti fanno sentire più intelligente perché stai andando contro il sistema (l’11 settembre orchestrato dalla CIA, le scie chimiche, il complotto ebraico, l’olocausto come invenzione). E siccome ce l’ha molto con gli ebrei, calca la mano parecchio su temi come revisionismo storico sull’olocausto e complotto ebreico. M’bala M’bala non inventa niente e fa ridere, oltre che per l’aspetto fisico lombrosianamente burlesco, perché chi riempie il suo teatro può liberamente dar sfogo alle idiozie che lo accomunano allo spettatore accanto. Una cosa originale forse l’ha inventata. La “quenellle”, questo gesto irriverente che consiste nel tendere il braccio all’ingiù: alcuni sostengono che sia un saluto nazista nascosto, ma più probabilmente M’bala M’bala vuol forse mimare la virtù (delle virtù la più indecente) che la sua madre francese apprezzò di più nell’ex marito camerunense con cui concepì il nostro comico francese divorziando l’anno dopo.

Volete darmi del razzista per la storia dello “scimmione”? Suvvia, era solo per ridere. Dite che sono andato oltre chiamando in causa la mamma di Diedonne M’bala M’bala e il suo divorzio? Suvvia, spero di non aver urtato la sua sensibilità: era solo per ridere. Capirà benissimo M’bala M’bala, che, per difendersi dalle critiche di un giornalista ebreo, lo ha definito scherzosamente “dromedario” e ha tirato in ballo le camere a gas. Si scherza.

Scherzi a parte, chiedo scusa per i toni bassi e volgari con cui mi sono espresso sopra. Volevo evidenziare quanto fosse vile un certo modo di comunicare. Quanto sia meschino l’uso dello stereotipo come offesa. Quanto sia da codardi offendere per poi rifugiarsi sotto l’ala protettrice della libertà d’espressione. Ecco, questo più o meno è il tenore del dibattito circa Dieudonné e l’opportunità di censurarlo o meno. Lui scherza e se qualche ebreo con i nonni morti nei campi di concentramento si dovesse sentire offeso nel vederlo ballare Shoa-Ananas nei suoi spettacoli, non deve rompere le scatole, perché qui è in ballo la libertà d’espressione. Ed è così che un comico scadente con il pallino degli ebrei diventa un martire della libertà d’espressione.

Questa è la desolante situazione di una Francia in cui compassione e sensibilità hanno abdicato al loro ruolo cedendolo a prefetti e censura.

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Articolo creato 1724

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