Non tranquillo

Quando il Governo Monti, governo formato da tecnici che di tecnicismi dovrebbero capirne, decretò la soppressione dell’Inpdap (ente previdenziale dei dipendenti pubblici) accorpandolo all’INPS, alcuni si preoccuparono dell’equilibrio finanziario della nuova SuperINPS e per il modo imprudente con cui si accollò all’INPS, ente finalmente in equilibrio dopo la riforma delle pensioni, il disavanzo dell’Inpdap.

La risposta di Mastropasqua, il presidente della nuova INPS, fu abbastanza rassicurante:

“Nessun problema, Il forte disavanzo causato dall’accorpamento dell’Inpdap (ente del settore statale) non avrà ripercussioni sulle pensioni. Il bilancio dell’Inpdap e’ chiaramente in disavanzo perche’ negli ultimi anni c’e’ stato un turn over che ha portato a un aumento dei pensionati e alla diminuzione dei dipendenti. Nel momento in cui il nuovo ente ha inglobato l’Inpdap e’ chiaro che questo disavanzo si verifica contabilmente anche nel nuovo Inps. Dico contabilmente – spiega Mastrapasqua – perché lo Stato ha sempre fatto fronte al piano dei disavanzi anticipando finanziariamente le risorse necessarie”.

Mastropasqua, insomma, diceva di non preoccuparsi perché ci avrebbe pensato lo stato a riequilibrare i conti.

Oggi, Mastropasqua è meno tranquillo:

Ho scritto sia al ministro Saccomanni che al ministro Giovannini, come fatto con l’esecutivo precedente, invitandolo a fare una riflessione su questo punto essendo il bilancio Inps ormai un bilancio unico ed essendo il disavanzo patrimoniale ed economico una cosa che, vista dall’esterno, nel mondo della previdenza, può dare segnali di non totale tranquillità

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