Che Passione!

Non basta che nella nostra poco laica italietta Ruini abbia più influenza del ministro Prestigiacomo nell’impostare le politiche famigliari di governo. E’ del tutto normale che, ancora prima di un programma politico sostanziale, i candidati espongano le proprie credenze religiose (vedi Fassino). Passino anche i crocefissi nelle aule di tribunale e nelle scuole che sono diventati simboli laici delle nostre radici culturali. Non ci scandalizziamo più di tanto se il Governatore della Banca d’Italia gestisce la vigilanza sul settore bancario in base ai consigli dei compagnucci di messa. Non ci si azzardi a criticare una sua decisione ne’ tantomeno a sfidare sul mercato il suo fidato compagnuccio Giampi, altrimenti verremmo additati come cospiratori appartenenti alla massoneria ebraica da qualche parlamentare forzista.

Accetto tutto. Alla mia italietta ci tengo e la considero un grande paese con tutti i suoi difetti porporati e nonostante il diminutivo che è d’affezione più che diminuente. Quando, però, il cardinale Tonini critica una divertnete ed irriverente pubblicità della playstation con queste parole:

“Ora i giovani possono pensare che la passione di Cristo serva ad un gioco”

offende la mia intelligenza e quella dei giovani credenti che si rilassano con un videogame. Criticare una pubblicità, per quanto le argomentazioni siano buffe e pretestuose, è lecito e non è neanche cosa grave. Perché prendersela? Cos’altro dovrebbe dire un cardinale? Quello che mi preoccupa è il comportamento delle istituzioni, delle aziende e il nostro. Sony si è scusata arrossendo ed ha ritirato la campagna pubblicitaria. Possibile che bastino le parole buffe e pretestuose di un porporato per piegare il marketing di Sony Italia?

P.S: Sony Italia mi è diventata un po’ antipatica.

Categoria:
Articolo creato 1724

Un commento su “Che Passione!

I commenti sono chiusi.

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto