Giovani adulti

Essere etichettati non ci piace. Ancora peggio è quando a porre l’etichetta sono esperti di marketing che identificano questo o quel target di consumatori con espressioni fulminanti e idiote come “Fashion Victim”. Fino ad oggi mi ero illuso di essere sfuggito alle attente maglie dei markettari, ma stamattina, mentre leggevo un su “Il Foglio” un articolo dell’ottimo Michele Borioni sulla campagna elettorale di Prodi, ho scoperto che l’etichetta con cui si definiscono gli “young adults” mi sta a pennello:

Coloro che si preoccupano delle vicende di Kate Moss o che hanno come principale problematica quella di scaricare dalla rete le prime puntate della serie televisiva hip americana.

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