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C’è trucco, non c’è inganno

Inserito da danybus | luglio 10, 2012

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La stampa economica, soprattutto quella d’oltremanica, ha coperto diffusamente e a lungo lo scandalo che ha coinvolto la Barclays per i tentativi di alterare artificialmente l’andamento dei tassi interbancari (LIBOR – London Interbank Offered Rate). La notizia è stata riportata anche dai nostri media – manco a dirlo – un po’ superficialmente (le banche cattive hanno truffato i clienti modificando fraudolentemente tassi a cui erano legati mutui e derivati).

Quello che mi ha stupito è che neanche la stampa anglosassone, pur dedicando ampio spazio alla vicenda, sia andata veramente a fondo su una questione che, secondo me, va ben oltre gli illeciti compiuti da questa o quella banca. L’Economist allude indicando nella giusta direzione ma non va oltre.

Piccolo riassunto

Barclays è stata indagata dalle autorità di vigilanza americane e britanniche sulle modalità con cui la banca inviava le proprie rilevazioni per la determinazione dei tassi LIBOR.

Piccola spiegazione

Il LIBOR è un’indicazione del costo a cui mediamente le banche si scambiano il denaro fra di loro (per i contratti dell’Eurozona si usa generalmente l’Euribor, che è più o meno la stessa cosa determinata nello stesso modo). E’ per le banche una sorta di “costo della materia prima ” a cui viene indicizzato il costo dei mutui e dei prestiti. E’ come se le compagnie petrolifere vi facessero pagare la benzina a un prezzo indicizzato alle quotazioni del petrolio (ci piacerebbe, eh?).
Il problema del Libor (e dell’Euribor) è che per i tassi interbancari non ci sono quotazioni come quelle del petrolio: 18 banche inviano le loro stime di quale potrebbe essere il costo a cui finanziarsi sul mercato interbancario, si fa un medione depurato dagli estremi e quello è il Libor.

Alcuni trader di Barclays sono stati pizzicati a confabulare con i loro colleghi per spingerli a inviare alla British Bankers’ Association stime più basse al fine di modificare artatamente il tasso Libor e trarne profitti.
Ora non serve un laureato in scienze statistiche per capire quanto poco una banca da sola possa influenzare una media tra 18 valori depurata dagli estremi. Per di più pare che i valori di Barclays fossero compresi proprio fra gli estremi più bassi, così da non venir neanche presi in considerazione nel calcolo del LIBOR. Ragion per cui, dicono alcuni, la pratica non può che essere concertata con più operatori.

Chi ci guadagna?

A questo punto, però, ci si dovrebbe chiedere che vantaggio hanno le banche a tenere artificialmente basso il valore dei tassi interbancari. In fondo mi stanno facendo pagare meno interessi sul mutuo. Avete mai visto i petrolieri brigare per tenere artificialmente basso il costo della benzina? E’ vero. Ci sono i contratti derivati su cui la banca può guadagnare se i tassi scendono, ma è molto difficile che banche globali come Barclays facciano scommesse unidirezionali sull’andamento dei tassi di interesse. I guadagni sui derivati vengono dall’intermediazioni di diverse posizioni su diversi contratti stipulati da diversi clienti. E anche se fosse, è molto difficile che tutte le 18 banche che compongono il panel del LIBOR abbiano fatto la stessa “scommessa”.

In Continente

In Europa il mercato interbancario ha smesso di funzionare dal dopo Lehman. Le banche non si scambiavano più denaro fra loro. Nonostante i tassi della BCE fossero al 3,25%, nell’ottobre del 2008, l’Euribor a 3 mesi era a livelli del 5,2%. In pratica la BCE abbassava i tassi per stimolare l’economia, ma aziende e famiglie continuavano a pagare tassi alti perché sul mercato interbancario le banche nono si prestavano soldi fra loro. La BCE è intervenuta ancora più massicciamente con aste di rifinanziamento illimitate e a tassi ancora più bassi per supplire alla mancanza di un mercato interbancario e come per magia l’Euribor è tornato a valori bassi (più bassi del tasso ufficiale della BCE).
Eppure, il mercato interbancario, a quanto ci risulta, continua a non funzionare. Le banche non si scambiano liquidità fra loro. Quindi c’è da chiedersi: come fanno a determinare l’Euribor? Se l’inventano?

Dov’è il trucco?

Oggi alle 11.00 le 43 banche che compongono il panel per la determinazione dell’Euribor hanno fatto uscire dal cilindro un tasso a 3 mesi dello 0,53%. La National Bank of Greece dice di potersi finanziare sul mercato interbancario a un tasso dello 0,55% (veramente?!), come Unicredit e come Deutsche Bank. La più sfigata delle banche è la La Confederación Española de Cajas de Ahorros che dichiara di finanziarsi sul mercato interbancario a un tasso dello 0,68%.
Io ho il sospetto che se le banche dovessero fare stime corrette e indipendenti sull’Euribor o sul Libor, i tassi (tutti) sarebbero molto più alti di quelli attuali con pessime conseguenze sulla stabilità del sistema bancario e sull’economia in generali. Ci dev’essere una sorta di accordo tacito (beh, non tanto tacito nel caso di Barclays) per tenere i tassi interbancari a valori vicini a quelli dei tassi ufficiali, qualunque sia la situazione reale sul mercato interbancario. Non è un caso che nello scandalo di Barclays sia stato coinvolto anche un dirigente della Banca d’Inghilterra.

Una manipolazione dei tassi c’è sicuramente stata e c’è sicuramente. Bisogna capire bene con quale fine è stata orchestrata, da chi e, soprattutto, quali sarebbero le conseguenze di un tasso interbancario determinato a condizioni di mercato. Temo che la cura sarebbe molto più dolorosa della malattia. Almeno per il momento.

Intanto la European Banking Federation (che gestisce l’Euribor) ha già messo le mani avanti.

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Comments

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  • "Per di più pare che i valori di Barclays fossero compresi proprio fra gli estremi più bassi, così da non venir neanche presi in considerazione nel calcolo del LIBOR."
    Be', non è proprio esattissimo: se fornisci valori talmente bassi da restare esclusi, comunque lascerai che venga incluso nella media un valore che sarebbe invece stato escluso se avessi fornito un valore più vicino alla media, quindi in ogni caso hai un effetto sulla media e ce l'hai in senso ribassista.
    Ma è solo una pignoleria, non inficia il tuo ragionamento (però, visto che parli di laurea in scienze statistiche...)

  • Jakala

    Da quel che avevo letto abbassare lo spread serviva anche ad abbassare le richieste di liquidità rispetto al capitale della banca.

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