iPod President

Gary Silverman esterna sulle colonne del Financial Times riflessioni originalissime ed illuminanti sull’iPod (l’isolamento dell’individuo e le altre solite banalità sul come-era-bello-quando-c’era-solo-la-radio). Nel suo nostalgico e personalissimo disprezzo per l’iPod lo si potrebbe definire un tenero luddista con il pallino dell’alienazione, ma la parte più interessante è quella finale, e la traduco qui:

E’ interessante notare che George W. Bush è il nostro primo “Presidente iPod” (durante l’ultima campagna elettorale si è saputo che ascoltava l’iPod mentre faceva ginnastica).
Gente di tutto il mondo si è chiesta come Bush possa essere stato così distante nei giorni immediatamente successivi in cui Katrina ha colpito gli Stati Uniti. Ma più ci penso, meno sono sorpreso. Qualunque siano state le sue colpe, Bush è un rappresentante dei nostri tempi. Bada alle sue cose. Sente la sua musica. E’ un altro tipo che non riesce a sentire quello che gli si dice perché sta indossando i suoi auricolari bianchi.

L’articolo originale è qui, ma bisogna pagare per leggere queste idiozie del Financial Times.

P.S. Quand’è che saremo meno provinciali? Ogni articolo del Financial Times gli italiani tremano e rigano dritti. “Via Fazio, lo dice il Financial Times”. “Via Berlusconi, avete visto cosa pensa di noi il Financial Times?”. Senza entrare nel merito delle singole questioni (Fazio, Berlusconi, Katrina) mi sembra quanto meno desolante vederci arrossire di vergogna ad ogni articolo solamente perché scritto in inglese. Se tutti gli editorialisti del Financial Times portano argomentazioni come quelle di Gary Silverman c’è poco da vergognarsi.

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