« Declassami questo | Home | Proust, Vanzina e Photoshop »
Volontario per forza
Inserito da danybus | gennaio 19, 2012
All’inizio la possibilità di un default greco era tabù. Non succederà mai. Poi si è cominciato a parlare di una ristrutturazione volontaria del debito che comportasse un allungamento delle scadenza, restando l’haircut (il taglio netto di quanto dovuto) un argomento tabù. Poi si è arrivati a parlare anche di haircut, ma solo del 20%. Poi del 50%… Però tutto volontario, perché non puoi obbligare i creditori (chi detiene i bond) ad accettare la ristrutturazione, altrimenti scatterebbe il default e a quel punto le banche e le assicurazioni che hanno venduto i CDS (polizze assicurative contro il default) dovrebbero andare a sborsare dei bei soldini per i previdenti (o gli speculatori) che avevano comprato CDS.
Oggi uno di quei previdenti (o uno di quei speculatori) ha spiegato al Financial Times perché non si raggiungerà mai un accordo sul debito greco che coinvolga il settore privato (PSI, private sector involvment):
“If people think they are going to get forced into a deal anyway, then why agree to the terms before you have to? Especially if by not doing so you can trigger your CDS.”
Su 260 miliardi di obbligazioni greche, 55 miliardi di euro sono in pancia alla BCE (che non aderirebbe alla ristrutturazione), 80 miliardi sono in mano a banche e fondi pensione greci (che dopo il taglio andrebbero ricapitalizzati con aiuti pubblici, per cui non si tratterebbe di un vero e proprio coinvolgimento di creditori privati), 55 miliardi a banche e assicurazioni di altri paesi europei e 70 miliardi in mano a fondi di investimento esteri (hedge fund, fondi sovrani, etc.).
La domanda principale però è: quanti CDS sono stati emessi sul debito greco? Chi li ha emessi? Chi li detiene? Ah, saperlo…

