Dream differently

Lo ammetto: la scomparsa di Steve Jobs non è una notizia che mi ha scosso più di tanto. Questa mattina, appresa la notizia, ero intento a caricare la molla del cinismo per scagliare duri colpi ai sentimentali che con gli occhietti ancora umidi erano intenti a pubblicare messaggi di commiato trasformando Facebook in un gigantesco esperimento di necrologio collaborativo. Poi, pur mantenendo un certo distacco, al riparo dai sentimentalismi, ho sospeso il cinismo e la molla si è scaricata lasciandomi in preda a sentimenti d’ammirazione e di stupore. Non per i suoi successi imprenditoriali (indiscutibili e ricchissimi); non per i suoi prodotti (di cui mi circondo in un rapporto di culto e dipendenza); e neanche per quella lezioncina sulla vita e le aspirazioni (stay hungry, stay foolish).
L’ammirazione e lo stupore derivano dal contrasto marcato tra la sobrietà dell’uomo e il calore che ha lasciato nel mondo, come la tristezza per la perdita di un caro deriva dalla incomprensibile contraddizione del ricordo e del nulla. Ad eccezione del famoso discorso di Stanford e delle presentazioni dei prodotti Apple, le sue uscite pubbliche sono state poche e dimenticabili. Ha fatto della semplicità la sua cifra stilistica, dell’entusiasmo la firma da apporre a ogni progetto (che si trattasse di un computer, di un telefono o di un cartone animato) e il mezzo per squarciare il velo di riservatezza in cui si avvolgeva.
Ha lottato contro il cancro con il coraggio e l’umiltà di chi conosce i propri limiti, cedendo il timone prima che fosse la malattia a rimuoverlo dal posto di guida.
Non sono in grado di capire se in fondo, sotto sotto, fosse dedito al culto della sua persona; se tutta la privacy e il basso profilo non fossero che abili strategie di marketing professionali non meno studiate di quelle alla base del successo dell’iPhone, ma è davvero difficile non fermarsi e non scoppiare di rispetto per un esempio di dignità tanto raro.
I tentativi di densensibilizzazione, i rigurgiti di cinismo, le critiche al feticcio dei prodotti cedono il passo alla passione che alimenta quei prodotti.

All’uomo non sopravvivono solo dei prodotti. Non sopravvivono ideologie o idee. Non sopravvivono milioni di utenti omologati dall’attitudine a pensare differentemente. A Steve Jobs sopravviverà sempre lo splendido esempio di quanto sia potente la passione perseguita con quell’egoismo umile, senza velleità di riconoscimenti e carità, di chi sogna di poter cambiare il mondo con la consapevolezza di quanto siamo piccoli.

Posted by WordPress for iPhone

Articolo creato 1724

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto