Unioni di fatto, unioni disfatte

All’inizio si credette che fosse possibile mantenere una moneta comune per i quindici stati indipendenti dell’area. Alla base di tale convinzione vi erano certo considerazioni di carattere politico, ma l’obiettivo principale era preservare gli intensi scambi commerciali in essere tra i vari stati. Fu istituita una banca centrale unica con il compito di consegnare valuta e monete alle diverse banche centrali dei paesi indipendenti. La situazione politica, tuttavia, non era favorevole al mantenimento di un’unione monetaria: mancava un obiettivo comune sulla politica fiscale e i mezzi per implementarla. Molti stati, avendo perso il controllo della moneta in favore della banca centrale unica, favorirono uno sviluppo incontrollato del credito costringendo il paese più forte dell’area a imporre limitazioni ai flussi finanziari provenienti da altri paesi. Quando questo paese, perso ogni controllo sui flussi finanziari, istituì una propria valuta, decretò di fatto la fine dell’Unione Monetaria costringendo ciascun paese ad adottare una propria valuta.

No, non è un pezzo di fantagiornalismo sulla dissoluzione dell’Unione Monetaria Europea, bensì la pagina di Wikipedia che parla della fine del Rublo Sovietico (l’ho tradotta togliendo i riferimenti ai nomi dei paesi per lasciare un po’ di suspense).

Qui segue invece l’esperienza della Lettonia, che era nell’unione monetaria del Rublo e che oggi è nell’Unione Europea (non ancora in quella monetaria).

La Lettonia dichiarò l’indipendenza il 4 maggio del 1990, ma fu ufficialmente riconosciuta dalla Unione Sovietica il 25 dicembre 1991. Il tre settembre nel 1991 il Consiglio Supremo della repubblica Lettone ripristino lo status di banca centrale della Bank of Latvia.. Nei primi quattro mesi del 1992 la Lettonia fu colpita dall’inflazione derivante dalla politica monetaria adottata dalla Bank of Russia (la sola che poteva emettere Rubli). La bilancia dei pagamenti aveva un deficit di 122 milioni di rubli (il 5,9% del PIL) a febbraio e di 686 milioni di rubli (29,2 del PIL) ad aprile. Dal momento che solo la Banca centrale russa poteva emettere moneta, presto il paese sarebbe stato colpito da una crisi di liquidità in cui la Bank of Latvia non avrebbe potuto far fronte ai pagamenti. In questo contesto, il comitato monetario della repubblica lettone decretò il 4 maggio del 1992 la creazione del rublo lettone in tagli da 1, 2, 5, 10, 20, 50, 200, 500, scambiati alla pari con i rubli sovietici. Fino al 20 luglio le due valute circolavano contemporaneamente

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