No savior

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E così dopo sei mesi è scaduto il mio abbonamento al Corriere della Sera su iPad. E così l’ho rinnovato per altri 12 mesi, e così rispetto a due anni fa (quando compravo il quotidiano cartaceo ogni giorno, inserti inclusi) RCS Quotidiani si becca meno soldi da me (circa 200 euro in meno all’anno). A me va benissimo. Il Corriere, al di là dei contenuti, è un’abitudine a cui non mi piacerebbe rinunciare e sono soddisfatto del servizio offerto via iPad (evito di ospitare qui disquisizione da esteti sul piacere tattile della carta, l’odore dell’inchiostro e il soave fruscio delle pagine).

A RCS Quotidiani conviene? I risparmi sulla filiera distributiva (carta, trasporto, edicolante) compensano i 200 euro in meno che riceverà da me? Il Corriere riesce a valorizzare di più gli spazi pubblicitari di un quotidiano venduto su iPad, magari con forme più intelligenti di inserzioni? Prima di rispondere a queste domande, però, un dirigente di RCS Quotidiani dovrebbe chiedersi se il tenutario di questo blog leggerebbe lo stesso il Corriere se non gli offrisse la possibilità di leggere il suo quotidiano preferito su iPad. Forse no.

No, mi dispiace. L’iPad non ha salvato l’editoria. Ne ha solo incasinato le dinamiche.
No, il mio budget dedicato all’informazione è rimasto il medesimo. No, non impiego i 200 euro risparmiati per acquistare altra informazione. Anche il mio tempo è rimasto il medesimo.

(Sì lo so, si sapeva. Questo è solo il mio personalissimo epitaffio per certificarlo).

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