Fra case e osterie

“Troverà sicuramente altri bar”. E’ questo il succo di una conversazione tra mia sorella e un’amica che si chiedevano come mi sarei (ri)ambientato al mio prossimo ritorno nella natia Capitale.
Non avevano torto, eppure non sarà altrettanto facile trovare in altri bar la sicurezza molle della consuetudine e l’inatteso piacere di incontrare avventori amici al bancone. Ci sono la lusinga dell’inclusione e il calore della familiarità in ognuno di quei domicili temporanei. Non sarà altrettanto facile raggiungere altri bar con lo stesso spirito leggero di chi cammina con la testa fra le nuvole di un cielo porticato. E sarà difficile trovare in altri bar questi bolognesi, gente di città priva del dissacrante cinismo urbano; gente che ostenta la provincialità di chi è ancora in grado di entusiasmarsi autenticamente senza essere affatto provinciale. L’affabilità che non sfocia nell’inopportuna confidenza. L’imborghesimento non privo di irriverenza.

Quando quattro anni fa, con fare tra lo scettico e l’arrendevole, mossi i primi passi verso Bologna, mi resi conto per la prima volta di quanto fossi legato a Roma.
Mi bastarono però poche settimane per trasferire a Bologna anche la mia residenza emotiva. Con sorpresa mi sono sentito a casa quando una notte, tornando tardi da un’osteria, ho attraversato una Piazza Maggiore brillante d’umidità e ne ho riconosciuto la bellezza con l’indifferenza di chi non è più in visita, di chi ha fatto suoi quei luoghi.
Poi passano pochi mesi e ti lamenti di Bologna come un bolognese: i punkabbestia, il degrado del centro che non è più quello di una volta (anche se io nei bei tempi a Bologna non c’ero), la viabilità ostaggio di Sirio e Rita, i portici di Via Indipendenza sempre intasati dai forzati dello shopping, la provincialità. Più che altezzose critiche, apprensive premure.

A Roma ritroverò gli amici di sempre; troverò altri bar. E tutto ciò che non troverò in quei bar, lo troverò sempre nell’amicizia di bolognesi e bolognesi-acquisiti, persone di cuore che ringrazio con affetto per aver riempito di bei ricordi questi quattro anni sotto i portici.

Articolo creato 1724

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