Come i carcerati

CIMG1739Ci sono valori di cui non ti rendi conto finché non ne vieni privato, finché non cambi continente. E non parlo di grandi cose come la libertà o la democrazia. Parlo di cosucce. La tazzina in porcellana. Qui in America il caffè e il cappuccino vengono serviti rigorosamente in bicchieroni di plastica o polistirolo: fortuna che il bar di Ghirardelli ci ha restituito a San Francisco il privilegio di bere il caffè in una tazzina di porcellana. Mangiar bene per strada è un altro grande valore dato per scontato. In Italia risolvi con un panino dall’alimentari o con un pezzo di pizza al taglio; in Francia con una baguette. In America? Non c’è scampo: o ti rovini il fegato con l’ennesimo Hot Dog o Big Mc, oppure muori di fame. Nelle settimane scorse ci siamo rovinati il fegato; a San Francisco abbiamo invece provato la seconda opzione con il risultato che ieri, con i sensi che ci stavano quasi lasciando, eravamo in un ristorante pronti a spendere qualunque cifra per una cena decente.

CIMG1674Per calarci ancora un po’ di più nella parte dei carcerati ridotti a pane ed acqua oggi siamo andati a vedere Alcatraz: per quattro anni domicilio di Al Capone Scarface, per decenni storico penitenziario di massima sicurezza ed oggi parco naturale e attrazione per i turisti. Non siamo stati presi in ostaggio da alcun gruppo di marines ribelli, ma la visita delle celle e dell’isola ha superato comunque le aspettative. CIMG1677Se ci capitate dovete assolutamente comprare l’audiotour tradotto in Italiano. I racconti della vita di Alcatraz sono narrati da meridionali dall’accento losco e inconfondibile che fanno un po’ ridere per i cliché che riprendono. Stereotipo duro a morire quello dell’italiano mafioso, ma l’audiotour è una chicca da turista globalizzato che, nel caso di Alcatraz, non va lasicata andare se non volete perdervi il sugo di quella visita.

Una volta fuggiti da Alcatraz, ci dirigiamo verso il Golden Bridge per scattare qualche foto al simbolo di San Francisco e poi a mangiare un ottimo hamburger (Etas-Unis obligent) nella deliziosa marina di Sausolito: una bomboniera 😉

Si continua senza sosta in direzione del Golden Bridge Park: la risposta di San Francisco a Central Park di New York per dirla con le parole della guida Mondadori. in realtà Golden Bridge Park è qualcosa di molto diverso da Central Park. CIMG1724Più verde, meno grigio e decisamente meno cittadino rispetto al grande parco di Manathan. Il Japanese Tea Garden che hanno piazzato all’interno del parco è qualcosa di imperdibile che ti tuffa in un’atmosfera del tutto aliena a quella di San Francisco.

Si conclude il tour della giornata con una visitina al quartiere Gay attraversato da Castro St. A parte qualche bandiera arcobaleno appesa ai lampioncini e qualche coppia di ragazzi che passeggia mano nella mano non è niente di sconvolgente ed eclatante. Bisogna essere abbastanza aperti di mente per essere a proprio agio tra le bandiera arcobaleno di Castro St, è un po’ disorientante vederla per un italiano, ma non si può non constatare che architetturalmente parlando è una dei quartieri più belli di San Francisco.

Ci sarebbe poi da raccontare del Financial District che abbiamo visto ieri, del Gaslamp di San Diego, del Sea World e di tante piccole cose che scappano alla cronaca quotidiana ma che non ci siamo certo persi per strada. Ora si va a cena per non finire come i carcerati. Magari arriverà un aggiornamento cumulativo quando a Roma ripenserò a questo magnifico viaggio.

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5 commenti su “Come i carcerati

  1. bravi, se volevate spaccarvi il fegato potevate semplicemente venire a casa mia una settimana che vi cucinavo solo io…brufoli, dolori intestinali con relative conseguenze tutte gratis e garantite..bello il quartiere dei gayz vero? dicono a roma che cercate casa li…

  2. Sapete che finire in prigione è sempre stato un mio incubo…è difficile immaginare una vita passata per decenni dietro sbarre spaventose come quelle di Alcatraz…o peggio ancora nella natura ostile dell’Isola del Diavolo.
    Preferisco le foto del parco di Frisco!

  3. Vi sbrigate a tornare?Invece di fare la coppietta “discutibile” nel quartiere gay…please?Così almeno vi rendete utili…e ci raccontate tutto?bacissimi

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