Are you rumanian?

CIMG0848Oggi abbiamo avuto una magnifica idea: abbandonare Starbucks per fare colazione in un bar meno globalizzato. Non l’avessimo mai fatto. Non solo abbiamo avuto un assaggio di uno dei peggiori muffin e dei più disgustosi caffè che l’uomo possa preparare, ma la cameriera dopo un po’ ci chiede sorridendo: “Are you rumanian?”… Paghiamo ed incassiamo l’ingiurioso are-you-rumanian e ci dirigiamo verso Central Park.

Are you rumanian? Ma che cacchio le è venuto in mente? Che giro in america in roulotte? Va beh. L’impatto con Central Park ci fa dimenticare tutto. E’ incredibile vedere il verde sconfinato dei sentieri di Central Park subito dopo la confusione di Amsterdam Avenute: scoiattoli che mangiano le ghiande vicino a te, laghi immensi (non laghetti), castelli, sculture surreali. CIMG0875Devi trovarti dentro questo immenso rettangolo verde immerso nella caotica Manathan per capire la stranezza della situazione. CIMG0894Approfittiamo del verde e della quiete del parco per gustarci due Hot-Dogs ed affrontare la prossima tappa: le isole Ellis Island e Liberty Island.

L’imbarco per il traghetto è preceduto da severissimi controlli: c’era una discreta quantità di arabi con turbanti, veli e burqa e gli americani sono diventati visibilmente, giustamente, schizzofrenici dopo gli attentati dell’11 settembre. CIMG0903La skyline di Mantahan vista da Liberty Island vale sicuramente il viaggio. CIMG0946Giochiamo a fare i modelli facendoci fotografare con scenari mozzafiato e ci riposiamo sul prato di Libery Island bevendo una cochina annacquata. Dopo aver rirpeso le forze eccoci dunque davanti al dono dei francesi per la nascente nazione americana: a vederla ti riempi anche tu d’orgoglio e senti una sorta di empatia per l’attaccamente che i Newyorkesi hanno nei confronti di questo simbolo. CIMG0950Un altro giro di ferry e ci troviamo su Ellis Island: l’isola dove venivno accolti gli immigrati da tutte le parti del mondo; quella che loro chiamano “isola filtro”; quella che io chiamo “La Lampedusa Americana”, perché di questo si tratta. Oggi quel casermone dove molti nostri connazionali venivano accolti è diventato un incredibile museo ricco di cimeli e curiosità su quel movimento migratorio che ha fatto la forza degli Stati Uniti.

Usciamo soddisfatti dal museo e torniamo a Manathan dove ci accoglie una band hip-hop. Direzione Prince St. dove ha sede l’Apple Store di New York con il suo famoso Genius Caffè. Scoprire il quartiere di SoHo è stata una piacevolissima sorpresa. Ninete più grattacieli ma casette costruite in ghisa in pieno stile inglese. Sembra di trovarsi in Europa: non ci sono più obesi per strada e alcune ragazze sono persino carine (cosa molto rara qui da queste parti). Entriamo nell’Apple Store. CIMG0958Il negozio è arredato in pieno stile Apple: con stile. Per uno come me chè diventato azionista e maniaco Apple è tutto entusiasmante e faccio uno sforzo considerevole per non comprare un iPod da 60 giga (quello da 10 ormai non basta più). Ciò che è più impressionante è stato vedere la fila che c’era alla cassa del negozio: sembrava vendessero pane in tempo di guerra, invece la merce era soprattutto un iPod nel ventunesimo millennio. D’altronde nella metro di NY ormai sembrano tutti dei cloni con le loro cuffiette bianche stile Apple.

Tornati in albergo si cazzeggia un po’ e poi si cerca del cibo per Amsterdam Av. Cammina e cammina e riesco ad essere fermato da una specie di Fatman Scoop che mi chiede se cercavo compagnia per la notte. Cercavo solo una bistecca per quella sera. La troviamo in un pub molto carino e motlo americano: baseball a mentta, birre che scorrono a fiume e le T-Bone . Ci ordiniamo una bistecca con patatine fritte (il sano pasto di ogni americano modello) e torniamo stravolti in albergo non prima di aver dato un’occhiata ad un pub dove le ragazze appendeva i loro wonderbra sui muri.

CIMG0640Come al solito vi ricordo che quelle che vedete in questa pagina sono il risultato di una frettolosa cernita del malloppo di foto che potete trovare nell’album di flickr

P.S: come potete notare le giornate sono intense ed aggiornare questo blog mica è facile quando sei stremato da tante emozioni e tanto camminare. Per cui i refusi, gli errori ortografici, le maiuscole e le minuscole improprie restano insieme a tutte queste baggianate scritte senza alcun filtro. Alla prossima, amici!

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2 commenti su “Are you rumanian?

  1. Sieti stupendi. New York e’ la citta’ piu’ bella del mondo. Forse Rimpiagerete di lasciarla. La prossima volta veniamo con voi. Alla prossima da Los Angles.

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