Καλημέρα

Dopo l’ennesima commedia greca sul piano di salvataggio di UE ed FMI, stampa e mercati hanno aperto la settimana all’insegna dell’ottimismo gridando allo scampato pericolo e facendo man bassa di titoli di stato greci, tanto che il rendimento del decennale era calato in un solo giorno dal 7,50% al 6,6% (un livello sempre alto ma almeno al di sotto della soglia simbolica del 7% e sotto i 400 punti base di spread nei confronti di un analogo titolo di stato tedesco).

Qui si era interpretata l’entità e il parto forzato di quel piano come un segno di urgenza e gravità della situazione. Dopo appena tre giorni – il tempo necessario per leggere con attenzione qualche numero – ecco che i rendimenti dei titoli greci sono di nuovo sopra il 7%: al 7,15% per la precisione (e i mercati hanno appena aperto: non mi stupirebbe se si terminasse con livelli simili a quelli di venerdì scorso).

Piccolo appunto per i non addetti ai lavori (visto che suoi quotidiani queste cose non si spiegano vuoi per ignoranza, vuoi per eccessiva fiducia nel lettore). Quando leggiamo che un titolo di stato decennale rende il 4% o il 7%, parliamo del rendimento che può ottenere l’investitore in quel momento acquistando un titolo al prezzo “x” che paga ogni anno una cedola al tasso di interesse “i”. Se il prezzo del titolo scende perché prevale il flusso di vendite, con la stessa cifra di denaro posso comprare sul mercato più titoli e di conseguenza ottenere più cedole, ma lo stato debitore paga sempre la stessa cedola sul singolo titolo. Sul titolo emesso a inizio anno con cedola al 6,15%, lo stato greco continuerà a pagare sempre lo stesso tasso di interesse.

Il problema è nel rifinanziamento del debito in scadenza. Se sul mercato posso acquistare titoli greci a prezzi bassi, così da conseguire rendimenti del 7,5%, devo essere veramente un tonno per sottoscrivere nuovi titoli greci che offrono una cedola del 6%. Ecco quindi che sull’emissione di nuovo debito la cedola che lo stato dovrà pagare dovrà essere almeno uguale ai rendimenti di mercato. Finora la Grecia è stata capace di emettere titoli al massimo attorno al 6%. Guarda caso in prossimità di nuove emissioni di titoli greci sono sempre uscite notizie positive (come quella di lunedì scorso) che hanno fatto scendere temporaneamente i rendimenti. A maggio la Grecia dovrà emettere una bella fetta di debito e dubito che riuscirà a ricorrere al mercato senza pagare meno del 7%. A quel punto è probabile che chieda di utilizzare i finanziamenti del piano di salvataggio UE e FMI che avranno un costo inferiore. A quel punto si vedrà se l’Unione Europea (soprattutto la Germania) terrà fede agli annunci di compromesso comunicati per calmare i mercati.

Il bluff sta per essere scoperto.

Nel grafico qui sotto si riportano le esigenze di rifinanziamento dei paesi più indebitati dell’UE (manca l’Irlanda):

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Se riuscirà a rifinanziarsi in maggio, la Grecia potrà esser tranquilla fino a fine anno. Nello stesso mese, però, dovrà sgomitare sui mercati con il Portogallo che dovrà emettere un bel po’ di titoli ed anche lui sotto i riflettori del mercato. Nella seconda metà dell’anno, invece, sarà l’Italia a chiedere un bel po’ di risorse al mercato: per fortuna godiamo ancora della fiducia dei mercati e non dovremmo avere difficoltà.

A Luglio sarà la volta degli spagnoli.

Ola.

Articolo creato 1724

2 commenti su “Καλημέρα

  1. alla luce del tuo interessante grafico sul rinnovo del debito, mi chiedo se questo sia il famoso gioco della pagliuzza nell'occhio?

    ovvero se i cosiddetti mercati , invece di concentrarsi sulla grecia.. iniziassero a pensare seriamente alla capacità italiana di ripagare il debito (oppure a sua maestà inglese e cugini americani) cosa succede?

  2. alla luce del tuo interessante grafico sul rinnovo del debito, mi chiedo se questo sia il famoso gioco della pagliuzza nell'occhio?

    ovvero se i cosiddetti mercati , invece di concentrarsi sulla grecia.. iniziassero a pensare seriamente alla capacità italiana di ripagare il debito (oppure a sua maestà inglese e cugini americani) cosa succede?

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