Il mio grosso grasso patrimonio greco

Non ho ancora avuto modo di sedermi e leggere con calma tutte le notizie sul cordone di sicurezza finanziario preparato dall’Ue per scongiurare il rischio di una crisi greca, ma intanto commento alcuni elementi a caldo così provo la nuova App WordPress per iPhone.

A fine gennaio (vedi un mio precedente post di fine febbraio) la Grecia aveva bisogno di rifinanziare 53 miliardi di euro: 30 miliardi di debito in scadenza e 23 miliardi di nuovo deficit. Finora sono stati emessi bond a lunga scadenza per 18 miliardi, quindi restano 35 miliardi in forse.

Le prime cifre di un intervento Ue (vedi l’annuncio fuffa di fine marzo) presupponevano un intervento della Ue per 12 miliardi e di 8 miliardi forniti dal Fmi. Si pensava quindi che la Grecia sarebbe stata in grado di raccogliere senza aiuti almeno altri 15 miliardi.

Nella settimana scorsa hanno fatto notizia i viaggi del primo ministro greco negli Stati Uniti e in Asia per “diversificare le fonti di finanziamento”, una pratica piuttosto inusuale salutata dai mercati con una vendita massiccia dei titoli di stato greci che ha fatto salire i rendimenti del decennale fino a sfiorare il 7,5%.

Ora si viene a sapere che in conference call, di domenica, la Ue si è impegnata a finanziare la Grecia fino a 30 miliardi di euro, con il Fmi pronto a metterne altri 15 miliardi.

Un’intervento di tale entità non solo implica che si è molto più pessimisti sulle capacità della Grecia di far fronte alle sue esigenze finanziarie, ma anche che il deficit sarà più pesante di altri 10 miliardi (5% in più sul Pil).
E poi. I ministri Ue si sono riuniti per mesi senza trovare alcun accordo e ora se ne escono con un piano concordato in conference call di domenica. La situazione dev’essere veramente critica.

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