Colazione da Starbucks, cena da non lo so

Eccoci carichi per la prima giornata Newyorchese.
Il jetlag ci ha ridotti uno straccio, abbiamo dormito 3 ore, ma siamo gasati e pieni di entusiasmo.

CIMG0590Priorità uno: cercare della caffeina e delle calorie per affrontare la giornata nonostante tutto. Eccoci dunque da Starbucks. A New York ce n’è uno ad ogni angolo. E’ un posto dove gli americani spendono 5$ dollari colazioni per essere ridicolizzati nel pronuncire “Cappuccino”, Caffilatti, Expresso caldo, frappuccino medi, etc e per gustarsi bevande a base di caffeina in bicchieri di polistirolo. Ad ogni modo, per un europeo che è in America, Starbucks è l’ideale per cominciare la giornata per bene e ne abbiamo approfittato! (domani si provano anche le ciambelle a base di trigliceridi di Donkey Donouts).

CIMG0599Si parte dunque per il Financial District. Un’orgia di grattacieli, banche e frenesia. Un quartiere che non può non esercitare il suo fascino su abbia sentito parlare di Nasdaq e Dow Jones, ma anche per gli altri, vi assicuro. In mezzo a questo tripudio c’è Ground Zero: effetto paralizzante all’inizio ma che ti riempie di ammirazione per chi, colpito, si lecca le ferite e va avanti con dignità e fierezza.

CIMG0617Passeggiatina sul ponte di Broklyn da dove godiamo di una vista stupenda e quindi esploriamo i contraddittori moli di New York. E’ il punto in cui Wall St termina sul mare e dove New York si trasforma in una ridente città portuale. Impressionante.

CIMG0683Dopo aver toccato le palle del famoso toro del Nyse, si pranza. Più che par la fame per far rirposare le gambe ormai al limite delle forze.

Dopo pranzo, direzione Moma, perché New York è anche una città d’arte. Entriamo con una riduzione grazie alla tessera del CTS e ci godiamo uno spettacolo unico: CIMG0688un palazzo in cui vengono racchiusi i capolavori del design industriale moderno e le opere d’arte di Picasso, Magritte e tutti i grandi del ‘900. In mezzo c’era anche qualche piccolo grande capolavoro dei contemporanei: una tela nera, una tela rossa con un taglio in mezzo…E’ arte, bisogna capirla.

Non paghi di tutto ci addentriamo a Little Italy… passeggiamo fieri della nostra italianità con lo stomaco attratto per l’odore di fritto di mare e con il portafoglio indignato per i prezzi che vengono applicati ai turisti che di quell’italianità vorebbero assaggiare un boccone.

Eccoci qui in albergo….Ci stiamo arrovellando il cervello per cenare con meno di 20$…

Tutti gli scatti del viaggio li puoi vedere diretta su flickr cliccando qui.

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