La Grecia e l’Europa bicefala

Fondo monetario o prestiti bilaterali? Un po’ e un po’. Quando subentreranno gli aiuti? Quando sarà necessario. Sarà modificato il patto di stabilità per prevedere penalità per gli stati membri dell’Unione Monetaria europea che riceveranno aiuti? Verrà rivista successivamente la governance economica dell’Unione Europea.

L’accordo sull’intervento di assistenza finanziaria alla Grecia, raggiunto ieri in limine noctis fra Germania e Francia, è un autentico capolavoro di diplomazia e compromesso portato a termine dal presidente Van Rompuy (uno sconosciuto belga la cui nomina aveva suscitato scetticismo).

Più che i contenuti dell’accordo, è interessante analizzare le modalità con cui è stato raggiunto. Francia e Germania hanno negoziato con la mediazione del presidente Van Rompuy un pacchetto di aiuti che impegnerà proporzionalmente tutti i 16 paesi dell’Unione Monetaria. Gli altri 14 paesi sono stati rappresentati senza esplicito mandato da Van Rompuy, accettando di fatto qualsiasi compromesso raggiunto fra i due paesi di peso. Se questa sarà la prassi per futuri accordi cruciali, avremo un Europa più fattiva rispetto a quella delle polverose e numerose riunioni di ministri (come l’Ecofin). Spiace notare, però, che il ruolo di un importante membro fondatore dell’Unione, come l’Italia, ne esce notevolmente ridimensionato. D’altronde, in questi giorni avevamo cose molto più importanti di cui occuparci.

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4 commenti su “La Grecia e l’Europa bicefala

  1. E' una questione prettamente economica: è la Germania ed in parte la Francia a dover pagare il conto, gli altri stati verseranno soprattutto un obolo simbolico. Non a caso la prossima crisi interesserà il Portogallo neo-retrocesso come rating; la caccia ai PIGS continua e noi siamo l'ultimo paese nella lista.

  2. No, no. L'importo complessivo fornito dall'UE alla Grecia (si parla di 12 miliardi) verrà fornito da tutti i paesi membri in proporzione alla loro partecipazione al capitale della BCE (esclusi i soci con azioni speciali, cioè quelli che non hanno adottato l'Euro, suppongo).

    L'Italia partecipa alla BCE con una quota del 12%, la Francia con il 14%. Correggendo queste percentuali per non tener conto del 30% del capitale detenuto dai paesi non membri, verrebbe fuori che l'Italia potrebbe potenzialmente contribuire con un 17% dell'importo totale, cioè 2 miliardi di euro (6 volte il pacchetto incentivi recentemente concesso a mille settori).

  3. E' una questione prettamente economica: è la Germania ed in parte la Francia a dover pagare il conto, gli altri stati verseranno soprattutto un obolo simbolico. Non a caso la prossima crisi interesserà il Portogallo neo-retrocesso come rating; la caccia ai PIGS continua e noi siamo l'ultimo paese nella lista.

  4. No, no. L'importo complessivo fornito dall'UE alla Grecia (si parla di 12 miliardi) verrà fornito da tutti i paesi membri in proporzione alla loro partecipazione al capitale della BCE (esclusi i soci con azioni speciali, cioè quelli che non hanno adottato l'Euro, suppongo).

    L'Italia partecipa alla BCE con una quota del 12%, la Francia con il 14%. Correggendo queste percentuali per non tener conto del 30% del capitale detenuto dai paesi non membri, verrebbe fuori che l'Italia potrebbe potenzialmente contribuire con un 17% dell'importo totale, cioè 2 miliardi di euro (6 volte il pacchetto incentivi recentemente concesso a mille settori).

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