Ricucci che strazio (RCS)

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Ricucci qui, Riccucci lì. E’ la velina di Ferragosto! Su Ricucci l’Italia si divide: tra chi parla con cognizione di causa (Della Valle, Montezemolo, Bondi, Briatore) e chi non ci capisce una mazza mitragliando l’opinione pubblica con vaneggiamenti senza senso. In quest’ultima categoria potrei contare molte firme del giornalismo italiano improvvisatesi esperti di finanza del massimo rango, ma oggi forse è il caso di analizzare le ultime dichiarazioni di Maroni: simbolo di una maggioranza agonizzante e già proiettata agli inciuci d’inizio campagna elettorale.

Maroni: “il Corriere è pregiudizialmente ostile nei nostri confronti. Quindi ben venga un nuovo socio di maggioranza anche perché peggio di così non può andare”

Ma come?! C’è Berlusconi che oggi faceva i salti mortali per dire che non c’era la Fininvest dietro la paventata scalata ad RCS, ed oggi Maroni se ne esce con questa frase che farebbe pensare tutt’altro? A parte le beghe interne del Polo, Maroni dovrebbe argomentare un po’ meglio le sue tesi: è un ministro del Governo, Santa Pace! Cos’è un bambino di tre anni? Cosa gli passa per la testa? Che se Ricucci dovesse riuscire a controllare RCS, rimpiazzerà firme come Gian Antonio Stella, Mucchetti, Mieli, Giavazzi, Ostellino, Biagi con i “furbetti del quartierino” più docili con il Polo?

Ma lo show non finisce qui.

Colto da una logorroica smania di dire come la pensa sul mondo interno dice:

“In questi giorni ci sono interviste molto nervose da parte di alcuni protagonisti, uno dei quali, Diego Della Valle, chiede addirittura l’intervento del Presidente della Repubblica. Francamente mi sembra sconcertante che, per tutelare il proprio investimento, l’azionista di una societá privata chieda l’intervento del Capo dello Stato contro un altro privato che cerca di scalare la societá. Denota uno scarso rispetto delle istituzioni e una certa confusione mentale su ciò che sono le istituzioni italiane”

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Ma lo sa Maroni come funziona la Borsa? Uno come Della Valle che è entrato pesantemente in RCS comprando a circa 3 euro guadagnerebbe un bel po’ di soldini in plusvalenze rivendendo tutto alla scalata di Ricucci agli attuali prezzi (6,30 euro). Se la scalata non si dovesse più fare il prezzo di RCS invece tornerebbe a viaggiare su livelli decisamente inferiori. Quindi non mi pare proprio che Della Valle protegga il suo investimento chiedendo l’intervento del Capo dello Stato. Mister TodS non mi sembra poi il solo a chiedere un intervento di Ciampi: basta scorrere questa lista.

A questo punto, Maroni chiude in bellezza contraddicendo se stesso e mostrando un’ingenuità che, chissà, potrebbe essere anche credibile:

“C’è una societá quotata in Borsa – spiega Maroni – che è oggetto di un’acquisizione di quote in Borsa, da parte di qualcuno che vuole assumere la maggioranza. Non si capisce cosa c’entra la politica”

Come si fa a dire che il controllo del Corriere non sia una questione politica? Dove ha fatto esperienza politica Maroni? Nella Repubblica di San Marino? E poi non era lui che all’inizio diceva “il Corriere è pregiudizialmente ostile nei nostri confronti quindi ben venga un nuovo socio di maggioranza” ?

Roberto, Ci Sei? (o ci fai?)

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