Le perfezioni provvisorie

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Le Perfezioni provvisorie è l’ultimo romanzo di Gianrico Carofiglio, magistrato barese che si dedica da ormai qualche anno all’attività letteraria pubblicando romanzi gialli di successo.

Il giallo è un genere popolare che viene sempre più utilizzato per parlare d’altro. Il contatto col torbido, l’enigma che avvolge il torbido e l’acume necessario a risolvere l’enigma sono, nei romanzi gialli più strutturati, i colori di una tavolozza che dipinge tratti d’umanità borderline.

L’avvocato Guerrieri, il penalista di Le perfezioni provvisorie negli impropri panni d’investigatore privato, non è da meno: vive solo, ha la tendenza ad alzare il gomito ed ha come psicoterapeuta un sacco da boxeur con cui intrattiene grandi conversazioni “ad alto tasso di patologia psichiatrica”. Come io narrante è severo con se stesso e si rimprovera continuamente quando si lascia prendere da ragionamenti stupidi o dice cose sconvenienti, salvo poi trasformare l’io censorio in una sorta di indulgente e benevolo Grillo Parlante che rende il protagonista-narratore simpatico e irresistibile.

“Anch’io smisi di fare sport agonistico più o meno alla tua età”
naturalmente non c’era una sola buona ragione per cui dovessi dirle questo a parte la mia patetica vanità.”

O ancora:

“No, non preoccuparti. Il tu va benissimo, non c’è problema”
Non c’è problema? Ma come parli, Guerrieri? Sei impazzito? Dopo non c’è problema ti rimangono tre passaggi: un attimino, quant’altro e piuttosto che nell’immonda accezione disgiuntiva. A quel punto sei maturo per andare all’inferno nel girone degli assassini della lingua italiana.”

Come intuibile dall’ultimo passaggio, Guerrieri è anche caratterizzato da uno snobismo politicamente corretto che dispensa con sarcasmo lungo tutto il racconto. E’ piuttosto esilarante il viaggio in macchina con il signor De Santis, costruttore-ex-muratore: L’Uomo Che Non Perdonava A Nessuna.

Il libro poi è pieno di piccole citazioni d’ogni genere (cinema, musica, letteratura, cultura pop), anche quelle in odore di snobismo, ma personalmente tutte ben gradite. In questo senso è molto apprezzabile la colonna sonora del libro (ho capito che mi sarebbe piaciuto già da quando ho visto citati Leonard Cohen e Paolo Conte). Ancora più graditi sono i piccoli spunti di introspezione, che poi sono il sugo di un romanzo la cui trama, a dir la verità, è un po’ insipida e banale. Ad esempio:

Il senso di perfezione che hanno solo le cose provvisorie e destinata a finire presto

Erano i tempi dell’università e sicuramente almeno tre di noi fumavano, all’epoca. E, sicuramente, quel pomeriggio di tanti anni fa fumavamo diverse sigarette. Eppure la scena che mi è apparsa alla mente era senza sigarette, come se il divieto avesse esteso una specie di efficacia retroattiva sui ricordi.

Nonostante che il caso dell’avvocato Guerrieri non sia particolarmente articolato e interessante, il romanzo che lo racconta è invece ben strutturato, divertente e riflessivo.

Articolo creato 1724

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