Murphy in metropolitana


Chiamami pure cinico.

Ultimamente ho cominciato a prendere la metropolitana per andare a lavorare. Ninete traffico, niente stress e ci metti la metà del tempo.

Però fa caldo. Fa molto caldo. La gente puzza. Si sta stipati come sardine e i vagoni sono icone ambulanti del degrado in cui versa il trasporto pubblico cittadino.

A Parigi nella metro ci trovavo generalemnte gente ben vestita, giovani aitanti e giovincelle decisamente bone e fighette. A volte si rivelava uno dei luoghi da rimorchio più efficaci. A Roma ci sono giovani coatti di periferia, ragazze con le zeppe, vecchiette decrepite ed una serie di personaggi che sembrano stare lì a ricordarti quanto sia triste la condizione umana.

l’iPod è uno degli anticorpi più efficaci contro questo spettacolo. Ti godi la tua playlist preferita e non ci pensi. Solo che, non so perché, nel tuo vagone entra regolarmente un cantante di mazurca con impianto da 500W: canta stonatissimo vanificando ogni tuo tentativo di goderti il viaggio mattutino con il tuo iPod. Ci sono otto vagoni, ma lo becchi sempre ogni mattina. Quando manca ormai una fermata alla fine del tuo viaggio, pone fine alle sofferenze dei timpani dei viaggiatori e con un bicchiere di McDonald’s ti chiede una moneta. Fosse passato prima di cominciare a cantare gli avrei dato una bel “Dante Alighieri” per andare a suonare in un altro vagone.

Chiamami pure cinico, ma così è.

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