Acqua azzura, acqua cara

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E’ già la seconda volta che mi capita in un ristorante dei Parioli.
Il camerire si avvicina con nobile classe e pronuncia con aria complice e sorniona la frase: “I signori vogliono vedere il menù delle acque?”

Il menù delle acque? Pensi di aver capito male. Oppure forse è il cameriere che si è rincoglionito del tutto. Di solito ti limiti a chiedere: “Liscia o gasata?”. Al massimo, se sei veramente sofisticato puoi aggiungere un “Ferrarelle?” così fai anche da pacere alla coppia in cui lei ama la liscia Rocchetta e lui la gasatissima S.Pellegrino.

E Invece no! Qui ti portano un menù delle acque. Cerchi dei nomi famigliari tipo (Rocchetta, Uliveto, Panna, etc) ma trovi solo dei marchi mai sentiti. Il cameriere capisce il tuo sgomento e ti aiuta cominciando a recitare la pappardella imparata a memoria:

“Abbiamo un’acqua italiana, la Quatrix, molto povera di sodio. Poi c’è una XetQualcosa di fonte tedesca molto particolare per l’alto livello di anidride carbonica naturalmente presente nell’acqua. Le consiglierei poi di provare questa bottiglia di acqua scandiva proveniente dai ghiacciai”.

Le bottiglie sono tutte elaboratissime nel design, molto chic a vedersi. Sono tutte bellissime e tutte piccolissime: 750 cl, così ne devi ordinare come minimo tre. Che problemi ci sono: otto euro per 750cl d’acqua dei ghiacciai non sono mica tanti.

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