What a wonderful Mondo (n. 46)

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E’ un bel po’ che da queste parti non si commenta la Novella2000 della finanza italiana. Non che mi sia perso gli editoriali di Caretto, Romagna-Manoja e Salina; non che mi sia perso il mio oroscopo finanziario. Dio non voglia. E’ solo che non ho trovato i contenuti delle ultime settimane particolarmente ispiranti o, perlomeno, si può dire che abbia trovato più interesse in altre cose che avevo da scrivere a cui ho voluto insindacabilmente dare la precedenza. Vediamo un po’ questo numero 46.

Pag. 2 – Ma cos’è questa questa crisi?

Il solito articolo di macroeconomia in cui Enrico Romagna-Manoja va un po’ a rimorchio degli editoriali di Wolf, Roubini e Buttonwood. Il suo pezzo di questa settimana, però, ha il merito d’avermi fatto conoscere un motivetto del 1933 di Rodolfo De Angelis che sa di Ventennio, una specie di “Faccetta Nera” dell’economia politica. Le parole sembrano scritte ritagliando e mescolando nel frullatore dichiarazioni a caso prese da Berlusconi, Tremonti e Scajola sull’argomento “crisi”. Si può ascoltare anche su Youtube e ve la metto qui sotto:

Pag. 12 – Zaleski quotato vale 3 miliardi

Fa sempre piacere ricordare al lettore che le nostre premurose banche hanno prestato a Zaleski 3,2 miliardi. 3,2 miliardi. 3,2 miliardi. Per fare cosa? Comprare azioni qua e là e costruirsi quello che Il Mondo definisce “Giardinetto Fiorito”. Un giardinetto che secondo Il Mondo vale ormai quasi 3 miliardi mettendo quasi in pari il conto con le banche. Già. Peccato che la plusvalenza più consistente riguarda la partecipazione nell’azienda mineraria Eramet (500 milioni di euro di plusvalenza su un pacchetto azionario che vale 752 milioni di euro), partecipazioni storica della Carlo Tassara che non c’entra niente con le ultime incursioni finanziarie di Zaleski finanziate dalle banche italiane. Tutte le altre partecipazioni italiane della Carlo Tassara, quelle finanziate dalle banche, presentano ancora minusvalenze nonostante il rally borsistico degli ultimi mesi (fa eccezione Mittel di cui Zaleski è peraltro presidente).

Pag. 14 Febbre corporate alla seconda ondata

Quante emissioni corporate, quanta liquidità. Obbligazioni high-yeld con rendimenti a una cifra; obbligazioni senza rating che continuano ad andare a ruba. Si può parlare di bolla?. Il Mondo lo chiede a Renato Grelle di Deutsche Bank (Deutsche Bank che ha curato 99 collocamenti in Europa per un controvalore di 26,7 miliardi, di cui 3 in Italia) e lui risponde da bravo pescivendolo che il pesce è freschissimo (io dico che puzza un poco).

Pag. 18 Decreto-pasticcio sui poteri Antitrust

Ecco un articolo come si deve su un argomento passato in sordina sulla stampa quotidiana. Viene scippata all’Antitrust la vigilanza sulla concorrenza nel settore bancario che torna ad essere di esclusiva competenza di Bankitalia (queste almeno erano le intenzioni dell’ultimo Cdm prima che Giulietto divenisse furioso per il regalo fatto a Intesa Sanpaolo su cui pende da due mesi una bella sanzione da minimo 500 milioni di euro per la questione irrisolta del socio Credit Agricole). Bravo Andrea Ducci.

Pag. 20 Morandini, Marcegaglia e la sirena Irap

Il colonnino di Cisnetto si occupa del deficit di rappresentanza delle PMI in Confindustria svelando che a Viale Astronomia non sono tutti contenti dell’operato di Lady Mercegaglia e che gli interessi degli associati non sempre coincidono. Vero Marchionne?

Pag. 24 Film Cecchi Gori, l’asta fa ancora ciak

Nell’eterna procedura fallimentare dell’impero di Cecchi Gori, l’articolo di questa settimana aggiunge due informazioni interessanti che non mi erano note. Che Marco Bassetti, marito di Stefania Craxi, è presidente di Endemol Italia, società controllata da Mediaset. Che per una library di 621 titoli erano stati offerti 36,3 miliini di euro, cioè 6.000 euro a titolo circa; che alcuni film di pregio vengono pagati 50.000 euro ad ogni passaggio in televisione. La nuova base d’asta parte da 33 milioni. Siccome tra i fondi di private equity va ormai di moda l’acquisto di diritti d’autore; siccome quei film potrebbero anche essere sfruttati per la diffusione via internet oltre che tramite passaggi televisivi, io non escludo che qualche fondo possa fare un affare niente male rivolgendosi a Floriano D’alessandro (il curatore fallimentare della Finmavi Spa).

Pag. 42 Rischio delusione per chi gioca ai derivati

Allarme sulle obbligazioni strutturate. Allarme giustificato perché sono strumenti complessi con cui magari l’investitore non rischia di perdere il capitale (ditelo a quelli che avevano sottoscritte obbligazioni strutturate garantite da Lehman Brothers), ma che finisce per regalare una quantità abnorme di commissioni ed extra-guadagni a chi li distribuisce e li struttura.
Chissà se Robin Hood Tremonti ha letto che il maggior distributore di questi prodotti sono le Poste Italiane (70% Ministero del Tesoro, 30% CdP) che li propongono ai pensionati che vanno a ritirare la pensione.

Pag. 62 Alessandro, l’erede.

Intervista al capo in pectore dell’impero dei Benetton. Ci tiene molto a dire che loro non sono dei rentier, ma non è così convincente. Invece mi fa conoscere un interessante strumento: i pledge fund.

Pag. 69 Dossier recupero crediti

Dulcis in fundo. Ecco un dossier su un settore anticiclico per eccellenza dove viene menzionato un investimento che seguo (ha sede a Spoleto per essere precisi).

Pag. 86 Il lavoro nel buono

Interessante articolo sui voucher dell’Inps con cui si dovrebbe far emergere un po’ di nero e pagare per bene stagionali e lavoratori occasionali come le baby sitter. Poi leggi che per prenotare i buoni bisogna mandare un fax (un facsimile) e pagarli alle poste. Il lavoratore invece li incassa alle poste. Email? Paypal? Bonifico bancario? Fate voi, ma poste e fax sanno un po’ troppo di anni ’80: per la musica sono stati begli anni; per la burocrazia no.

Articolo creato 1724

5 commenti su “What a wonderful Mondo (n. 46)

  1. lungi da me farti le pulci, ma i film sono valutati circa 60k euro ciascuno…

    ciao

    paolo

    ps: il tuo blog è prezioso

  2. lungi da me farti le pulci, ma i film sono valutati circa 60k euro ciascuno…

    ciao

    paolo

    ps: il tuo blog è prezioso

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