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Rise of the machines
Inserito da danybus | novembre 7, 2009
Quando un anno fa arrivò Kindle, non mi colpì tanto lo sdoganamento dell’e-book presso consumatori diversi da pionieristici geek, quanto una piccola rivoluzione che attendevo da tempo: la possibilità di accedere alla rete umts limitatamente a certi scopi (scaricare libri e contenuti editoriali periodici nel caso del Kindle) e illimitatamente quanto a tempo e quantità dei dati scaricati, senza avere alcun rapporto con gli operatori telefonici.
Nel caso di Kindle – è noto – Amazon ha fatto un accordo con At&T comprando forfaittariamente tutto il traffico dati generato dagli acquirenti del lettore di e-book. Chi acquista un Kindle ha a disposizione un aggeggio che si collega ad internet per scaricare l’Economist o l’ultimo romanzo di Dan Brown (o qualcosa di meglio) senza preoccuparsi minimamente se in quel momento sta utilizzando una rete Wi-Fi, Tim, Vodafone, la formula d’abbonamento You&Me, Alice150, D’Addario3000 o chissà cosa. Il consumatore ha pagato profumatamente un pezzo di hardware (il lettore), ma soprattutto un servizio completo (la possibilità di leggere contenuti a piacimento) senza poi doversi sbattere per fornire (e pagare) lui stesso per la connettività. D’altronde, Amazon ed At&T, limitando la connessione dei Kindle al trasferimento in Wireless di contenuti a pagamento, può prevedere ragionevolmente i consumi dei propri utenti negoziando delle formula forfaittarie convenienti per tutti, senza il rischio che poi alcune delle connessioni dati vengano utilizzate per scaricare terabyte da BitTorrent.
Pensavo che dopo Kindle, seguissero altre applicazioni di questo tipo. Ce ne sarebbero a migliaia. Qualche esempio?
Gli iPod Touch potrebbero incorporare una connettività dati per scaricare musica e giochi. Gli acquisti di questo tipo esploderebbero. Chi ha l’iPod Touch può scaricare musica e applicazione dall’iTunes Store solo con una connessione Wi-Fi. Ma se mi trovo in casa con la mia connessione Wi-Fi, perché mai dovrei utilizzare un dispositivo portatile anziché utilizzare comodamente il mio PC sedendomi alla scrivania? Cosa dici? Ci sono le Wi-Fi pubbliche? Trascurando per un attimo il fatto che è difficile trovarle quanto una vergine a Palazzo Grazioli, a me non verrebbe mai in mente di far girare carte di credito e password in una rete Wi-Fi aperta. Questo tipo di feature (scaricare musica e applicazioni in mobilità) è accessibile tramite iPhone e per quanto mi riguarda funziona benissimo. Un conto, però, è avere a disposizione un mercato limitato a chi può comprare un giocattolino da 500 euro e abbonarsi a costosi pacchetti tariffari, un altro conto è allargare il mercato a chi vuole solo ascoltare musica comprando un iPod Touch da 189 euro e non vuole sbattersi tra le offerte dei vari operatori telefonici. L’iPod Touch (e qualsiasi moderno lettore musicale o console di videogiochi portatili) dovrebbe avere lo stesso tipo di connettività del Kindle. Strano che Apple e gli operatori telefonici non l’abbiano ancora capito.
L’ubiquità e il basso costo di ricevitori GPS permetterebbe di sbizzarrirsi con i più disparati servizi di localizzazione. Collari che ti dicono dove si è cacciato Fido. Allarmi per auto intelligenti che in caso di furto inviano automaticamente una segnalazione a una centrale dati con le coordinate del Ferrari rubati. Et cetera, et cetera. Tutti questi servizi in parte già esistono, ma hanno la grossa limitazione di doversi servire di coste sim con connessioni dati altrettanto costose. E se le compagnie telefoniche facessero accordi con i fornitori di questi servizi per fornire loro delle sim a basso costo con una connessione dati personalizzata per questo tipo di servizi?
Ho una linea telefonica aziendale che funziona su un BlackBerry. Come risaputo, il palmare RIM è fantastico per la messaggistica, ma mediocre per quanto riguarda la lettura di contenuti su internet. Per ragioni “aziendali” la SIM che mi forniscono (e il relativo numero di telefono) devono restare nel BlackBerry. Avrei bisogno di una cosa come l’iPhone che mi consenta di navigare su internet, ma non me ne importa niente di ricevere e fare telefonate ed sms (ho già il Blackberry per quello); non voglio avere un numero di telefono aggiuntivo. E invece no. Mi tocca pagare il prezzo pieno di un aggeggio per avere feature che non mi interessano (le telefonate) e in più devo pagare una sim aggiuntiva per la connessione dati. Possibile che ad operatori telefonici e Apple non sia venuto in mente di vendere un affare che vada solo su internet vendendolo con una connessione dati inclusa, senza altri fronzoli? Il famoso iPad di cui si parla tanto dovrebbe per forza di cose andare in questa direzione. Se funzionasse solo in Wi-fi servirebbe davvero a pochi e se richiedesse all’utente di acquistare un’altra SIM per una connessione dati, riceverebbe una gelida accoglienza.
In un mercato più che saturo, in cui ci sono 120 sim per ogni cento abitanti, in cui gli operatori si accaparrano abbonati a forza di promozioni e spot intrisi di consumato sessismo, è mai possibile che le compagnie telefoniche non capiscano che il loro cliente non è più la persona ma l’hardware? Un visionario di questo mercato capirebbe che il tasso di penetrazione della telefonia cellulare (e le quote di mercato) dovrà calcolarsi non sul numero di persone, ma sul numero di lavatrici, di automobili, di persone, di iPod e di qualsiasi aggeggio possa trarre un qualche giovamento dalla possibilità di connettersi alla rete in mobilità. Ma questi parlano ancora di net neutrality…
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