Antonveneta for dummies

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C’è una banca molto ben inserità nel tessuto industriale del nord-est. Si chiama Antonveneta. Più che una banca, una telenovela.

Adesso la valutano 7 miliardi e mezzo di euro. Un anno fa valeva la metà, senza che le cose siano cambiate molto all’interno di quella che non è altro che l’ex Banca dell’Agricoltura. Il prezzo è un po’ caro se paragonato a quello di altre banche molto più profittevoli, eppure tutti la vogliono questa Antonveneta

ABN Amro, che ha da sempre avuto un’importante quota del 12,5% vuole acquisire una maggioranza stabile.

La vuole Fiorani, presidente della Banca Popolare di Lodi, per integrarla con la sua banca e creare una grande banca del nord. C’è poi il governatore della Banca d’Italia che ha in odio le banche straniere che vengono a far shopping in Italia e ha nelle sue grazie il compagno di messa Fiorani.

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Quando ABN ampra lancia una generosa offerta d’acquisto au Antonveneta a 25€ per azione il Pio Antonio, il governatore campione dell’italianità, ritarda il più possibile la sua autorizzazione all’offerta. Si preoccupa della stabilità dell’istituto veneto. Non basta che Abn Amro capitalizzi 10 volte quello che vale Antonveneta, non basta che Abn abbia effettuato un aumento di capitale appositamente per finanziare l’offerta su Antonveneta.

Mentre il Pio Antonio sistema tutte le scartoffie e fa pazientare gli olandesi, il rampante Fiorani si muove come una faina con i suoi amichetti Gnutti, Lonati, e Ricucci. Riesce ad acquisire direttamente fino al 29% di Antonveneta ricevendo in tempi brevissime le dovute autorizzazioni di Bankitalia. Ora in Italia c’è una legge che ti obbliga a lanciare un’Opa su tutto il capitale sociale non appena superi il 30% di controllo di una società. Fiorani con Popolare di Lodi resta sotto quella quota ma comincia a chiamare anche gli amici dell’asilo per far comprare loro azioni Antonveneta.

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Arriva dunque l’ora dell’assemblea che deve rinnovare il consiglio di amministrazione di Antonveneta. In assemblea vengono eletti solo consiglieri di Fiorani con una maggioranza che tra amici finanzieri, quota di popolare di lodi e amici dell’asilo supera il 51%. Fiorani ha quindi conquistato il Cda della popolare di lodi in maniera poco trasparente, sebbene lui giuri e spergiuri sul santo patrono di Alvito che non ci sia stato “concerto” tra i diversi soci.

Ora che il CdA è al sicuro, Fazio autorizza Antonveneta a salire con la sua OPA al 100% di Antonveneta. Già. Ma ora che il 51% dell’azionariato di Antonveneta è in mano a Fiorani e soci a cosa serve l’OPA se non raggiungerà il controllo di Antonveneta? Sembra che Fiorani abbia vinto, ma il Gatto e la Volpe non hanno fatto i conti con il TAR del lazio e la Consob.

La Consob dichiara che c’è stato concerto fra Popolare di Lodi e altri soci saliti in Antonveneta (non che ci volesse un genio a capirlo) e obbliga Poplare di Lodi a lanciare un’Opa su Antonveneta. Fiorani pensava di cavarsela con quattro soldi e qualche aizone raccattata sul mercato invece adesso deve lanciare un’OPA sul 100% del capitale Antonveneta. Comincia a fare aumenti di capitale finanziati non si sa come e a vendere goielli di famiglia per trovare i soldi necessari all’OPA. Poi lancia anche un’OPA alternativa finanziata tutta con azioni di “Reti bancarie SPA” e obbligazioni della popolare di Lodi. Non ci vuole Warren Buffet per capire che la stabilità finanziaria del gurppo risultante dalle nozze Lodi-Antonveneta sarebbe stata piuttosto scricchiolante, ma Fazio non batte ciglio.

ABN Ambro rosica e fa bene. Fa anche ricorso al TAR del Lazio ritenendo illegale il CdA nominato da Fiorani e company. Il TAR dà ragione agli olandesi e rimette in piedi il precedente consiglio. Nel frattempo ABN rilancia con un’OPA a 26,5€ per azione, tutta in contanti. Fiorani, tra un processo per ostacolo alla Consob e uno per falso in Bilancio rilancia anche lui. L’offerta in contanti rimane a 24€ (perché dovrei accettare se gli altri offrono molto di più?). L’altra offerta di Fiorani è invece a 27,5€: 4,90€ in contanti ed il resto in azioni Banca Popolare di Lodi e Reti Bancarie (una ciofeca).

Ovviamente il CdA di Antonveneta ritiene non amichevole l’offerta di Fiorani (che è una litote per dire ostile) spianando la porta all’offerta degli olandesi.

Ora sul futuro di Antonveneta pesano due domande….

1) Fiorani e comapgni usciranno di scena elegantemente e profutamente ricompensati da ABN AMRO consegnado le azioni in OPA oppure continueranno a rompere le balle quando rinnoveranno il CdA?

2) L’amico Fazio ha capito che era meglio scendere dal carrozzone targato Lodi per salvare la faccia oppure continuerà a far lavora a pieno i ritmi i funzionari azzeccagarbugli?

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